Il dolore
Palazzo Pretorio, uno scrigno di storie
Paola Taddeucci
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Loratorio di S. Giovanni Evangelista nel cimitero di Massa Pisana con il tetto crollato Opere d'arte sconosciute ai più nel loggiato davanti a piazza S. Michele
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LUCCA. Torna in edicola «Lucca Segreta», la pubblicazione in 24 itinerari sui luoghi insoliti e poco conosciuti del centro storico e del territorio che Il Tirreno regala ai lettori fino al 1º dicembre. Oggi in omaggio con il quotidiano c'è la scheda 10 dal titolo "Le note ritrovate". L'itinerario odierno conduce nei segreti di palazzo Pretorio, storico edificio con le famose Logge che si affacciano su piazza San Michele: dall'insolito affresco che rappresenta un pentagramma agli altri dipinti murali scoperti durante i restauri del palazzo, dove ha sede l'Autorità di Bacino del Serchio; dall'antico lampione in ferro battuto che si trova proprie nelle Logge al pendolo che regolava l'orologio della facciata fino al quadro cinquecentesco della Madonna, sistemato sulla porta che conduceva alle vecchie carceri sotterranee. Un insieme di opere d'arte poco note, ma di notevole pregio, che oggi vi faremo scoprire. Intanto proseguono le segnalazioni dei lettori. L'ultima arriva da Gianni Giannini, segretario del circolo Pd Lucca sud, che denuncia lo stato di abbandono e degrado dell'oratorio di Massa Pisana. «Crolla Pompei, la Domus aurea a Roma e l'oratorio di San Giovanni Evangelista - dice Giannini -. Crolli reali che ci danno la metafora di un Paese sull'orlo del crollo totale. «Il tetto dell'oratorio, prezioso edificio di culto risalente al 1100 e situato all'interno del cimitero paesano di Massa Pisana, è crollato cinque mesi fa. «Crollo non sorprendente, visto che già da alcuni anni l'abside era stato puntellato per pericolo di caduta, dovuta a crepe mai sanate. «Gli anni d'incuria e le infiltrazioni d'acqua dal tetto - prosegue Giannini - hanno marcito inesorabilmente le travate in legno, favorendo il crollo. Un altro pezzo del patrimonio culturale del paese che va in rovina e con i tempi che corrono forse mai più sarà recuperato. «Se il complesso non era considerato di primaria importanza culturale - suggerisce Giannini -, forse bastava prevedere i danni del tempo e proteggere il tetto con una sovra-copertura moderna sorretta da tralicci edili. Un metodo di protezione già sperimentata per siti archeologici in attesa di fondi e volontà di recupero. «Adesso il recupero - continua Giannini - sarà difficile visto l'alto investimento economico che l'operazione richiederebbe. «Nel frattempo, per tutti i cittadini, rimane lo sconcerto per tale deprecabile abbandono, oltre alla rabbia e la tristezza per la perdita di un pezzo di patrimonio storico locale. «In attesa del prossimo definitivo crollo - conclude Giannini -, sarà responsabilmente doveroso che gli enti competenti (Intendenza, Comune, Gesam) provvedano a transennare adeguatamente l'area, ad evitare che i visitatori del cimitero di Massa Pisana non debbano avvicinarsi alle tombe con circospezione al fine di salvaguardare anche la propria incolumità».
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