La manifestazione
Parte la discussione in vista della revisione di alcuni punti del regolamento
«Nuove regole per i gazebo»
B.A.
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Un gazebo di un locale pubblico nel centro città La richiesta delle categorie alla commissione finanze
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LUCCA. Disposti a parlare di superfici, a rivedere i paletti rappresentati dagli articoli del regolamento comunale dei pubblici esercizi per l'apertura di nuovi bar e ristoranti. Questo non è un tabù, ha spiegato il presidente provinciale di Ascom Confcommercio Ademaro Cordoni ieri durante l'audizione delle categorie in commissione finanze. Ma quello che sta più a cuore degli imprenditori del settore è il futuro della città. E quindi la programmazione, le nuove regole che, si augurano le associazioni, non aprano il centro storico ad attività che rischino di dequalificarlo. Questa la premessa, dopodiché Confcommercio e Confesercenti, di cui erano presenti anche i rispettivi direttori, vale a dire Rodolfo Pasquini ed Emanuele Pasquini, hanno spiegato che per le categorie le priorità, in materia di revisione del regolamento, sono altre. Ovvero: più regole per il decoro e gli arredi urbani, un ripensamento sulle concessioni per i gazebo. «In questo periodo - spiegano i due direttori - vediamo molti esercizi che stanno smontando i gazebo. Le concessioni in vigore, anche quelle permanenti, prevedono che per un mese le strutture vengano smontate, per poi essere rimontate. Un'operazione inutile che porta via tempo e denaro. E nel periodo di smontaggio, lo scenario che si offre non è dei più gradevoli». Per elencare questi punti, Confesercenti e Confcommercio hanno prodotto un documento unitario trasmesso all'assessore al commercio Moreno Bruni; stamani verrà divulgato ai membri della commissione finanze. All'assemblea hanno partecipato anche alcuni rappresentanti dei negozi di vicinato. Da parte della commissione, come spiega uno dei componenti, il capogruppo del Sel Antonio Sichi, c'è l'idea che quella di ieri pomeriggio sia stata «una riunione chiarificatrice. Abbiamo preso atto del punto di vista delle categorie sugli arredi, sulle metrature, sulle urgenze. La questione che ruota intorno alla revisione delle superfici minime per nuovi bar e ristoranti nel centro storico a nostro avviso è un aspetto molto importante. Non pensiamo che sia giusto aprire attività in nove metri quadrati, ma 165 metri è una misura troppo ampia. Tra questi estremi, riteniamo, possano esserci margini per consentire a qualcuno, tra i proprietari di negozi di vicinato che lo desiderano, di trasformare la loro attività in un ristorante. Con il documento delle categorie in mano, ci vedremo ancora giovedi (dopodomani, ndr) alle 15,30 per studiare meglio la questione. Il nostro intento rimane di arrivare a licenziare un nuovo testo di alcuni articoli del regolamento entro novembre e di portarlo all'approvazione del consiglio in dicembre. Invito gli operatori del settore che avessero proposte a farcele avere».
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