Il dolore
Lonorevole Mariani: «Risposta vaga allinterrogazione. Non calerà lattenzione»
Niente tagli alle caserme
Le assicurazioni del sottosegretario Giuseppe Cossiga
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Non ci saranno tagli alle caserme in Lucchesia. Giuseppe Cossiga, sottosegretario alla Difesa, assicura che non verranno «soppressi presidi» dei carabinieri in Toscana. Ma Raffaella Mariani, parlamentare del Pd che aveva presentato un'interrogazione sulla chiusura di una dozzina di caserme in Lucchesia, annuncia che continuerà ad occuparsi della questione perché non trova soddisfacente la risposta di Cossiga. All'interrogazione di Raffaella Mariani, dunque, Cossiga risponde che «non c'è alcun piano di ristrutturazione che ipotizzi soppressioni di presidio (in Toscana) connesse a problematiche finanziarie riguardanti, in particolare, l'insufficienza di fondi per corrispondere i canoni di locazione». In poche parole, insomma, per il sottosegretario non è vero che lo Stato non ha i soldi per pagare gli affitti delle caserme, come quella di Borgo Giannotti. Tuttavia, subito dopo Cossiga assicura che «a premessa di ogni decisione non verranno certamente trascurati gli eventuali riflessi di carattere sociale, ovvero legati alla sicurezza e alla tutela dell'ordine pubblico nell'area interessati». In pratica, il sottosegretario mette le mani avanti, precisando che - in caso di ulteriori razionalizzazioni - non mancherà la presenza dei carabinieri sul territorio. «Il problema di questa risposta - sottolinea l'onorevole Mariani - è proprio questo: esclude la soppressione dei presidi, ma non entra nel dettaglio dell'organizzazione. Nulla esclude, ad esempio, che in Garfagnana vengano chiuse le varie caserme, lasciando solo quella di Castelnuovo, con i militari che, di volta in volta, in base alle necessità vengono mandati sul territorio. Ragionamento analogo vale per Lucca e la Piana. Ecco perché come parlamentari continueremo ad occuparci di questa faccenda». Tanto più che nella risposta all'interrogazione, Cossiga è molto preciso sui provvedimenti adottati in altre zone: «L'Arma - scrive il sottosegretario - procede sistematicamente ad adeguare la distribuzione dei presidi sul territorio, privilegiando le aree maggiormente interessate dai problemi della sicurezza, con una loro mirata ricollocazione, in piena sintonia con le altre forze di polizia e sempre in armonia con gli orientamenti dei prefetti. In linea con tale strategia - elenca Cossiga - dal 1º gennaio 2011 sono stati istituiti il reparto territoriale di Aprilia e 5 stazioni (San marzano sul Sarno, Ponte S. Nicolò, Sacrofano, Nerviano, Carugate); è recentissimo, inoltre, il provvedimento di elevazione a tenenza della stazione di Pioltello». Nessun accenno, in compenso, alla tenenza di Altopascio. E nessun riferimento, nel dettaglio, alle 12 stazioni - che fra Lucchesia e Versilia - sono state dichiarate a rischio di chiusura. Il sottosegretario precisa soltanto che alcune compagnie (come quelal di Trieste) e stazioni sono state soppresse «sulla base di mirate valutazioni dell'assetto territoriale dell'Arma, al fine di mantenere l'aderenza alle concrete esigenze del territorio, evitando ridondanze e duplicazioni». Quello che in questa risposta «non convince - conclude Raffaella Mariani - è proprio la vaghezza della risposta. Se le caserme locali non si chiudono, il sottosegretario poteva citarle espressamente, in modo da garantire che sarebbero rimaste in attività. Invece, la risposta sembra che tenda più ad assicurare la permanenza del presidio sul territorio, senza assicurazioni sul mantenimento delle singole caserme».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
