La manifestazione
Il Comune gli vende un lotto inedificabile: maxi-risarcimento
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Le aule del tribunale (foto di archivio) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il risarcimento del danno è stato deciso dal tribunale: quasi 260mila euro. E il Comune non può sottrarsi alla sentenza, già passata in giudicato: deve risarcire a un imprenditore un quarto di milione perché gli ha venduto come edificabile un terreno a Mugnano che invece non lo è. Non ci si può costruire nulla perché è attraversato da un canale ancora in funzione che, nel contratto di compravendita, veniva dichiarato dismesso. In realtà, il canale è attivo perché il Comune non lo ho ha mai spostato lungo il confine del lotto, a differenza di quanto previsto. E, quindi, le Officine meccaniche Alesa - 14 dipendenti, produzione di macchinari per il settore cartotecnico - non ha mai potuto realizzare il nuovo capannone per ampliare la propria attività. Al titolare della società, Giuseppe Aleo, ci sono voluti anni per ottenere il risarcimento, ma alla fine il tribunale ha riconosciuto che la "dimenticanza" del Comune gli ha causato un danno importante. La storia inizia a dicembre del 1997 quando la ditta Alesa compra dal Comune un terreno a destinazione artigianale-industriale nella zona di Mugnano, appunto. Nell'atto di vendita - riconosce il Comune - veniva precisato «che il terreno era gravato da una servitù per il passaggio del canale Ozzorettino, esistente lungo il lato sud del lotto, ma che il vecchio tracciato, ormai dismesso, attraversava in senso trasversale il lotto e che l'acquirente avrebbe dovuto provvedere alla regolamentazione con il Demanio del suo eventuale utilizzo». In seguito, l'impresa ha acquistato anche il terreno confinante «per rendere più regolare la forma del lotto edificabile». Quindi, ha iniziato a ripulire il lotto acquistato dal Comune ed è esploso il caso: come è stata eliminata la «folta vegetazione», è emerso che «il tracciato trasversale del canale che nel contratto si diceva dismesso era, in realtà, ancora esistene e funzionante perché, in effetti, il Comune - ammette l'amministrazione - non aveva provveduto a completare lo spostamento del canale lungo il confine sud del lotto, come previsto nel progetto». Il fatto che il canale attraversasse il terreno - conferma Giuseppe Aleo - ha reso «impossibile la costruzione del capannone che avevamo progettato per l'ampliamento della nostra attività. Così siamo stati costretti a restare nell'attuale sede (nella Piana) dove non è possibile ingrandirci». Da qui la richiesta di danni al Comune. Il tribunale ha disposto una consulenza per determinare il minor valore del terreno risultato inedificabile e per quantificare il danno subito dal privato. Il 15 ottobre dell'anno scorso, il tribunale ha determinato il danno in 196.077,56 euro, da rivalutare secondo gli indici Istat dalla data del rogito notarile (il 15 dicembre 1997) alla data della sentenza, già passata in giudicato. Tanto che il Comune ha già deliberato la liquidazione del danno, oggi calcolato in 258.044,88 euro. i.b.
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