Toscana
LA PROPOSTA DEL SINDACO
Fondo immobiliare con capitali privati per il recupero del patrimonio edilizio pubblico
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LUCCA. Fondo immobiliare per la gestione del patrimonio pubblico. La proposta arriva dal sindaco, Mauro Favilla, preoccupato della necessità di recuperare gli immobili comunali dismessi e di dare impulso all'edilizia privata senza ulteriore consumo di suolo. Alla vigilia della revisione del regolamento urbanistico, con un nuovo piano strutturale in fase di elaborazione, Favilla lancia l'ipotesi di creare un fondo il cui patrimonio sia costituito da immobili pubblici e capitali privati. «L'idea - spiega il sindaco - è di mettere insieme Comune, Provincia, Regione e alcune aziende che dipendono direttamente dalla pubblica amministrazione: tutte insieme, queste istituzioni, sono proprietarie di un patrimonio edilizio immenso che può essere recuperato e gestito solo attraverso capitali privati. Attraverso questa alleanza, da sintetizzare in un fondo immobiliare, si può gestire il patrimonio degli enti, assicurando il suo recupero, il suo utilizzo, ma mantenendone anche la proprietà pubblica». Questa strada - precisa Favilla - non è un'invenzione locale «ma un'idea mutuata sia da un indirizzo dalla Regione che annuncia una legge per regolamentare queste operazioni, sia da un indirizzo del governo centrale. Anche se la Regione non approvasse la legge, noi potremmo procedere ugualmente alla costituzione del fondo immobiliare, visto che esiste una legge dello Stato da prendere come riferimento». Favilla, quindi, è convinto che questa sia la soluzione più efficace per «gestire la trasformazione del patrimonio edilizio esistente, per la quale dovranno essere compiute scelte urbanistiche precise». Proseguendo su questa strada, i capitali privati dovrebbero consentire agli enti pubblici di rivitalizzare i propri fabbricati abbandonati e in disuso, trasformandoli in negozi, appartamenti, alberghi o servizi a seconda delle destinazioni d'uso consentite. Il fondo immobiliare, quindi, consentirebbe una rivalutazione economica (oltre che urbanistica) dei fabbricati senza costringere gli enti a dismetterli: «Vorrei chiarire - conclude Favilla - che questa ipotesi non fa parte del mio prossimo programma elettorale, ma deve essere considerata come un percorso tracciato per chiunque, dal 2012, sia chiamato a governare la città».
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