Finanza
«Favilla dovrebbe lasciare subito»
Angelini attacca l'ex alleato per l'inchiesta sulla corruzione
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LUCCA. Piero Angelini torna alla carica. Al congresso dell'Udc ribadisce che Mauro Favilla non solo non si dovrebbe ricandidare, ma addirittura dovrebbe lasciare prima della fine del mandato. Secondo l'ex onorevole democristiano, infatti, non è concepibile che un sindaco accusato di concorso in corruzione (nell'inchiesta che ha portato anche all'arresto di amministratori e funzionari comunali) resti al suo posto. E proprio da democristiano Angelini dice di parlare agli (ex) amici della Dc che fino a 20 anni erano iscritti tutti dello stesso partito. «Nel 1993 - ricorda Angelini - venni raggiunto dal primo avviso di garanzia. All'epoca Mauro Favilla mi dette il consiglio di mettermi da parte, in attesa che la giustizia facesse il suo corso. Io ho seguito il consiglio, mi sono messo da parte. E non ho ancora cambiato idea. Penso che anche lui avrebbe dovuto farsi da parte. Non è normale che resti in carica un sindaco indagato per concorso in corruzione». Al di là di questo, comunque, Angelini sostiene che Favilla non deve essere ricandidato (o eventualmente sostenuto) alle prossime amministrative perché non ha rispettato il programma elettorale in base al quale è stato eletto: «Un esempio su tutti è quello dell'ospedale unico. L'impegno elettorale era a non farlo realizzare a San Filippo, lasciandolo al Campo di Marte. Ormai il monoblocco c'è e quindi dobbiamo imopegnarci per farlo funzionare al meglio, nonostante una serie di difetti strutturali che vanno dall'obitorio collocato a un chilometro o dalla difficoltà tecnica a realizzare la struttura per la radioterapia». Tuttavia - prosegue Angelini - è necessario «almeno gestire la riqualificazione del Campo di Marte, per evitare di darlo ai privati e farlo trasformare in appartamenti». Tanto più - conclude l'ex parlamentare - che in questo momento a Lucca ci sono «circa 3000 appartamenti sfitti, a conferma di una programmazione politica sbagliata. Frutto di un'amministrazione gestita da un sindaco che si è comportato da berlusconiano, ponendosi come unico punto di riferimento politico del Pdl, tanto da rivendicare il fatto di essere l'unico candidato possibile per il centrodestra».
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