Il Tirreno

Lucca

LA PRODUZIONE

Quasi pronti dieci pezzi per il primo album

La band sul palco per una esibizione
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La band sul palco per una esibizione

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 LUCCA. Violacida è Violacida. Non significa niente in particolare, non ha riferimenti precisi né al colore viola, né all'acidità, né agli acidi. Allo stesso tempo, però, proprio perchè non ha un connotato specifico porta con sé un grande valore. Quello della libertà, dell'indipendenza, del poter spaziare e sperimentare senza regole preconfenzionate. Ecco l'essenza musicale dei Violacida, gruppo lucchese, nato a gennaio 2010 e composto da quattro ragazzi di età compresa tra i 21 e i 24 anni: Antonio Ciulla (voce e chitarra), Luca Modena (voce e chitarra), Francesco Renieri (batteria), Elia Bartolini (basso e violino). In semifinale al Rockcontest per band emergenti più importante d'Italia, organizzato da Controradio, suoneranno il 24 novembre o il primo dicembre alla Flog di Firenze: la data è ancora incerta, ma per seguire tutte le novità basta andare su Facebook alla pagina "Violacida pagina Fb", o sul sito www.myspace.com/violacidamente oppure scrivere direttamente alla band all'indirizzo email violacidamente@hotmail.it.  L'obiettivo è naturalmente uno: suonare bene e vincere. Da poco hanno realizzato il loro primo Ep, in bilico, come li ha descritti proprio Controradio, tra postpunk e folk cantautorale, produzione artistica di Manuele Fusaroli (alias Max Stirner), già produttore artistico degli Zen Circus, Le Luci della Centrale Elettrica e Nada. I Violacida ci urlano in faccia il tempo devastato in cui viviamo, spaziando dai temi di attualità (come "Siamo tutti poveracci" e "Il Lavoro") a questioni più intime e personali ("Lei come le altre" e "Lia"), con quella rabbia e dolcezza che solo chi viene dalla provincia ed è giovane davvero può permettersi.  Con lingua svelta e un arsenale di riferimenti, i Violacida procedono per accumulazioni di immagini e associazioni di idee, dando vita a piccoli flash in cui convivono storia d'amore, osservazione sociale e punte di vera poesia, in un crescendo continuo di suoni mischiati e potenza vocale. A questo punto altro non resta che il primo album:  «Stiamo lavorando per questo, vogliamo trovare dieci pezzi che funzionano, l'ep ci è servito per capire cosa vogliamo, in quale direzione ci muoviamo». N.D.

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