Finanza
Mi dica come è morta Federica
Duccio Casini
◗
Maria Grazia Campisi, madre di Federica La madre della ragazza si rivolge all'investitore di via Pisana
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L'11 novembre sarà trascorso un anno da quella sera maledetta. Federica Campisi e Andrea Bortoli, fidanzatini di 16 anni, sono lungo la via Pisana. A un tratto arriva un'auto, una Punto, che li investe. Lei muore sul colpo, Andrea dopo un breve ricovero al S. Chiara di Pisa. Una tragedia che ha distrutto due famiglie di gente perbene che amava profondamente quei due ragazzi e che ha colpito tutta la cittadinanza, come dimostrano le migliaia di firme in calce alle petizioni (anche del nostro giornale) per chiedere al Comune di mettere in sicurezza una strada che resta piena di pericoli. Dodici mesi dopo, Maria Grazia Campisi chiede pubblicamente all'investitore - il cuoco Sandro Mancuso - di dirle cosa accadde quella sera. «Voglio conoscere la verità. Ho diritto di sapere come è morta la mia bimba. Se Mancuso si farà avanti e mi racconterà tutto sono disposta a perdonarlo. Ma prima mi deve spiegare per filo e per segno cosa accadde». La signora Campisi e la sua famiglia si sono affidati allo Studio Ius di viale Cadorna per il risarcimento in sede civile e con la tutela dell'avvocato Luigi Velani si sono costituiti parte civile. La giustizia sta facendo il suo corso. Mancuso patteggerà la pena, ma Maria Grazia non cerca vendetta. È una donna forte, intelligente. Ha carattere. Chiede solo di sapere la verità. Le perizie disposte dalla magistratura (a guidare l'inchiesta il sostituto procuratore Sara Polino) non la convincono del tutto. «Ci sono diversi punti oscuri che mi lasciano forti dubbi. Il primo è che Federica aveva sempre paura ad attraversare la strada. Lo faceva ogni volta con estrema prudenza. Per questo motivo resto perplessa dalla ricostruzione secondo la quale lei e Andrea stavano passando da una parte all'altra della Vecchia Pisana mentre arrivava la Punto che li ha presi in pieno. Secondo me, se Federica avesse visto i fanali accesi non si sarebbe mai mossa dal ciglio della strada. E comunque c'è una sola persona che può dirmi come è morta mia figlia e come è morto Andrea. È Mancuso. Che in un anno non si è mai fatto vivo. Né di persona, né con una lettera. Posso capire il suo imbarazzo, ma ora attraverso Il Tirreno gli chiedo di aiutarmi a conoscere la verità. Ne ho diritto». La famiglia Campisi (la mamma, il padre Davide e la sorella Erika) non è stata lasciata sola dagli amici e dall'intera comunità. «Ci sono ogni giorno commoventi manifestazioni di affetto, anche da persone che ci conoscono appena, ma che conoscono la nostra tragedia». Venerdì 11 don Mauro Viani celebrerà nella chiesa di San Donato una Messa in ricordo di Federica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
