Il Tirreno

Lucca

Protesta l’Istituto Nottolini

Eternit, rimozione ancora insufficiente

I buchi lasciati nel tetto del capannone dalle lastre di eternit cadute
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I buchi lasciati nel tetto del capannone dalle lastre di eternit cadute

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 LUCCA. Non accenna a esaurirsi la polemica sulla presenza di aminato nelle adiacenze dell'Istituto per geometri Nottolini. Gli studenti hanno deciso di rivolgersi anche a Striscia la notizia per ottenere la massima visibilità su una situazione che definiscono insostenibile.  In una assemblea dei rappresentanti di tutte le classi è stato deciso di inviare una lettera alla nostra redazione, nella quale i rappresentanti degli studenti denunciano come «dopo le ripetute sollecitazioni della dirigenza agli enti pubblici per la bonifica della copertura dell'ex segheria Gaddi, prospiciente la nostra scuola, siano state apportate delle misere opere di smaltimento e pulizia delle adiacenze. Sarebbe gradita quindi la vostra collaborazione - proseguono gli alunni - per informare tutti i lettori del grave problema verificatosi e dei rischi per la salute nostra e di chi vive nelle zone circostanti».  Alcuni interventi sono stati effettuati: una ditta specializzata ha ripulito l'interno del capannone ex Gaddi e richiuso i buchi prodottisi sulla copertura a causa del crollo dei lastroni di eternit. Tuttavia le normative, in particolare il decreto ministeriale 6/9/1994, prevedono la rimozione dell' eternit qualora esso sia in cattive condizioni e esposto alle intemperie climatiche. Neppure l'ordinanza del sindaco allora pare rassicurare studenti, famiglie e personale della scuola. In essa si fa obbligo al proprietario del capannone di «mettere in sicurezza l'edificio» ripristinando l'originale stabilità e condizione. Ma in origine la costruzione è stata fatta con l'eternit e negli anni 60 non esistevano normative contro questo materiale. L'ordinanza non fa peraltro menzione della rimozione dell'amianto dall'area circostante la scuola, densamente abitata. Alla scuola non risulta inoltre che siano state effettuate analisi chimiche sui materiali caduti all'interno del campo sportivo e non tranquillizza il rimpallo di competenze. La richiesta di chi frequenta, lavora e abita in prossimità dell'ex segheria Gaddi è chiara: si rimuova la copertura in eternit dell'edificio e si metta finalmente in sicurezza tutta la zona. A.B.

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