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È cieco ma sa rubare: un video lo incastra

È cieco ma sa rubare: un video lo incastra

Le telecamere accese, l'amico carabiniere in casa. Tanto basta a Massimiliano Puccioni per far arrestare il vicino, ufficialmente cieco, mentre gli ruba nell'appartamento

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LUCCA. La trappola, l'ultima, scatta a metà mattinata. Le telecamere accese, l'amico carabiniere in casa. Tanto basta a Massimiliano Puccioni per far arrestare il vicino, ufficialmente cieco, mentre gli ruba nell'appartamento. Trecentocinquanta euro in contanti il bottino del furto che l'imprenditore - è titolare dell'osteria Bastian contrario, in via San Paolino - sospetta non essere l'unico. Anzi, ne ha la certezza, visti i video registrati negli ultimi tempi.

I filmati, mostrati alla polizia, sono chiari: mostrano il viso del vicino insospettabile, cieco con tanto di pensione di invalidità, mentre fruga nell'appartamento di Puccioni. Ieri Renzo Zani ripete il rituale, solo che in casa viene pizzicato da un carabiniere in borghese che, quando lo trova con i 350 euro dell'amico, chiede aiuto ai colleghi di Nozzano e lo fa arrestare. Il ladro, incensurato, ora è agli arresti domiciliari.

Una ragione in più per Puccioni per cambiare appartamento in fretta e furia, traslocando insieme alla compagna e al figlio di un anno e mezzo. L'imprenditore non vuole più restare nella casa dove è stato derubato.
«Per mesi è stato il mio sospetto - dice Puccioni - anche se solo ultimamente mi sono organizzato per scoprire che cosa stava succedendo alla mia famiglia. Il fatto è che da tempo ci mancavano i soldi.

L'incasso del locale bastava a coprire le spese. Non ci restava mai nulla. All'inizio non ci ho fatto molto caso, anche se mi chiedevo come mai i conti non tornassero. Ma non abbiamo mai pensato a un ladro, visto che la porta non è mai stata forzata. E che l'appartamento non è mai stato messo a soqquadro. Tanto meno, potevamo pensare che ci derubasse il vicino che abbiamo sempre ritenuto cieco. Perciò, con la mia compagna ci eravamo dati una spiegazione che ci sembrava plausibile: pensavamo che avessi perso i soldi, visto che ho il vizio di tenerli in tasca».

Poi, però, gli episodi di distrazione aumentano. Sempre più spesso i soldi non si trovano. E a un certo punto, ammette l'imprenditore, la situazione diventa insostenibile:
«Il primo episodio di una certa importanza avviene quando la mia compagna non trova più gli 800 euro, anticipo dello stipendio, messi in un borsellino, tenuto in casa. Anche in quel caso, però - ammette Puccioni - abbiamo pensato che forse i soldi fossero stati messi altrove e che, prima o poi, sarebbero saltati fuori.

Ogni tanto li cercavamo, ma senza mai trovarli».
Poi, spariscono mille dollari che la compagna del ristoratore aveva risparmiato in vista di un viaggio a Boston, programmato per portare il bambino dai parenti americani. «La mia compagna - ricostruisce l'imprenditore - voleva farmi una sorpresa. Erano mesi che risparmiava per questi mille dollari che all'improvviso spariscono da casa. Li cerchiamo in un vecchio passaporto, poi mi convinco di averli buttati via io, visto che erano stati messi in una busta. E questo fatto diventa motivo di discussione».

Qualche tempo dopo, si ripete una scena analoga. I soldi per l'affitto, appoggiati su un mobiletto la mattina, spariscono. «Visto che quel giorno avevo con me l'incasso - riprende Puccioni - abbiamo concluso che me li fossi rimessi in tasca, automaticamente».
A quel punto, però, si fa sempre più forte che qualche cosa non quadri. Così un giorno Puccioni e la compagna lasciano apposta 300 euro in un cassetto e li fotografano per accertarsi di non averli messi altrove.

Poi escono. Quando tornano i soldi non ci sono più. La porta, però, non è forzata. E l'appartamento è in ordine. «Allora - racconta l'imprenditore - ripetiamo l'esperimento. Lasciamo in un cassetto altri 250 euro che, di nuovo, spariscono. Ci decidiamo, quindi, a sporgere denuncia alla polizia». Che non lascia molte speranze sulla possibilità di beccare il ladro. Puccioni, però, non si arrende. Si rivolge a un tecnico amico che gli monta le telecamere in casa e immortalano il vicino "cieco" che rovista nei suoi cassetti. «Non siamo riusciti a capire come entrasse in casa nostra, ma le telecamere lo inquadrano chiaramente. In questi giorni, in attesa dell'arresto, ho dovuto continuare a recitare la parte del buon vicino. Ho dovuto permettergli di continuare a frequentare la mia casa».

Fino alla trappola finale, di ieri. Altri soldi lasciati nell'appartamento «solo che questa volta la casa non era vuota. Dentro c'era un amico carabiniere che lo ha sorpreso a rubare. E così è scattato l'arresto. Ma l'aspetto grottesco di tutta la vicenda è un altro: è che ho dovuto arrangiarmi da solo per prendere chi mi derubava. E che mi sono dovuto sorbire le raccomandazioni del vicino ladro che mi metteva in guardia dai ladri».

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