Il Tirreno

Lucca

Rapinatore preso dopo l'incidente

Luca Tronchetti
Silvano Ranucci, arrestato per la rapina alla tabaccheria; al centro una macchina coinvolta nella carambola sul cavalcavia e a destra la vecchia Punto dell’autore del colpo (vip)
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Silvano Ranucci, arrestato per la rapina alla tabaccheria; al centro una macchina coinvolta nella carambola sul cavalcavia e a destra la vecchia Punto dell’autore del colpo (vip)

Carambola sulla circonvallazione: quattro persone al pronto soccorso

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LUCCA. Sono le 12,30 quando il rapinatore solitario prende di mira una tabaccheria a San Marco. Pistola in pugno s'impossessa di soldi e sigarette. Ma la sua auto - una Punto color carta da zucchero - non passa inosservata. E inizia un inseguimento con la polizia. Sul cavalcavia del viale Europa il bandito in fase di sorpasso provoca una carambola: quattro macchine coinvolte e altrettante persone ferite. Una tragedia evitata per caso con l'ex direttore generale della Provincia, Antonio Le Donne, 50 anni, residente a San Marco, alla guida di una Lancia Ypsilon azzurra che si vede piombare addosso l'utilitaria del malvivente che lo centra in pieno procurandogli lesioni alla gamba sinistra e alla mano destra.

L'auto in testacoda che va a cozzare con una Renault Twingo in transito condotta da Elisa Di Meo, 29 anni, dipendente della tenuta dello Scompiglio a Vorno, mentre la vecchia Punto termina la corsa tamponando una Lancia Lybra argento. Il malvivente esce dall'abitacolo con un bozzo in fronte, ma cercando di rimettere in moto la macchina e ripartire. Peccato che gli agenti della volante sono già lì. E uno dei poliziotti lo riconosce: entrambi sono campani, ma operano su sponde opposte. Il conducente che provoca il sinistro ed è sospettato della rapina è Silvano Ranucci, 47 anni, residente in via Puccini a S. Anna, pittore per hobby, precedenti per rapina con un'assoluzione - nel giugno scorso - per un colpo in banca che fruttò 400 euro. Dentro l'abitacolo della Punto ci sono i soldi - alcune migliaia di euro - e le stecche di sigarette da poco sottratte alla tabaccheria «L'Acquacalda» in via delle Ville a San Marco. Ranucci è trasferito al pronto soccorso, poi in questura e da lì al carcere di San Giorgio. La macchina viene sequestrata e nel tardo pomeriggio viene avvisato anche il legale dell'indagato, avvocato Giorgio Nicoletti. 

I FATTI
Accade tutto in meno di 20 minuti. Il rapinatore - Silvano Ranucci - arriva a bordo della sua auto, una vecchia Punto color carta da zucchero. Entra nella piccola tabaccheria di via delle Ville dove all'interno c'è la moglie del titolare che sta per chiudere e andare a pranzo. Non fa resistenza al malvivente che arraffa l'incasso della mattinata e alcune stecche di sigarette. Poi risale in auto e si allontana in direzione di S. Marco. Ma qualcuno osserva la scena e avverte la polizia fornendo precisi particolari sul tipo di vettura, sul colore e su parte del numero di targa. 

LA CATTURA
Il suono delle sirene e il traffico caotico innervosiscono il malvivente che vede avvicinarsi una volante. Pensa di essere finito in trappola. Supera la rotonda che s'innesta sul cavalcavia di viale Europa e all'improvviso, quasi in cima alla salita, tenta il sorpasso di una Lybra che lo precede. Ma la sua utilitaria, forse a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, sbanda e invade la corsia opposta dove sopraggiunge la Lancia Ypsilon di Le Donne. L'impatto è violento e genera una carambola spaventosa che coinvolge quattro macchine. La polizia piomba sul posto in pochi minuti mentre i feriti vengono accompagnati in ospedale. Ranucci sce dall'abitacolo e cerca di far credere che lui è uno dei tamponati. Ma gli agenti non sono del suo stesso avviso. Lo fermano e nell'auto semi distrutta scorgono la refurtiva. Per Ranucci si aprono le porte del carcere di San Giorgio con l'accusa di rapina e lesioni colpose. 

IL PRECEDENTE
Ranucci - originario di Calvi Risorta (Caserta), stesso comune di origine del capo della squadra Mobile Virgilio Russo, il primo ad arrestarlo in Lucchesia per una serie di rapine a mano armato - era tornato alla ribalta per l'assoluzione dal colpo messo a segno il 12 novembre 2010 all'agenzia di S. Anna della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia dopo una carcerazione preventiva durata quasi sette mesi. A scagionarlo l'esame del Dna su un capello trovato in un casco abbandonato dal rapinatore e la testimonianza di una donna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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