Il Tirreno

Lucca

Altopascio, sigilli alla cava di riempimento ed estrazione vicino al Sibolla

Discarica incontrollata, Nuova Lam sotto sequestro

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 ALTOPASCIO. La Nuova Lam di Marginone, impresa che opera nella produzione del laterizio dal 1868, è stata posta sotto sequestro dal giudice delle indagini preliminari Alessandro Dal Torrione su richiesta della procura. Il blitz ieri mattina quando ai responsabili è stato esibito il decreto di sequestro preventivo sia per la cava utilizzata come riempimento di rifiuti non pericolosi, sia per parte della zona industriale dedicata alla prelavorazione dell'argilla rendendo impossibile l'attività produttiva di scavo. Oltre all'apposizione dei sigilli la procura ha iscritto nel registro degli indagati gli amministratori di fatto dell'azienda: i fratelli Stefano e Stefania Pucci, rispettivamente di 50 e 54 anni, residente a Montecatini Terme.  Le accuse del sostituto procuratore Lucia Rugani vanno dalla gestione di discarica non autorizzata al deposito incontrollato di rifiuti immessi in acque superficiali in assenza di autorizzazione paesaggistica, dall'inosservanza delle prescrizioni stabilite dal decreto ministeriale del febbraio 1998 all'omesso controllo sulla tipologia dei rifiuti per i quali l'azienda non era autorizzata. In attesa del ricorso al tribunale del Riesame sul dissequestro dell'intera area, il legale della Nuova Lam - avvocato Lodovica Giorgi - chiederà al giudice il dissequestro parziale relativo alla parte del complesso utilizzata per l'attività produttiva in modo da non causare danni economici all'azienda che impiega trenta dipendenti. «Da oltre 30 anni - si legge nel comunicato aziendale - la Nuova Lam produce laterizi a marchio Poroton con alte prestazioni termoisolanti e acustiche per cui ha recentemente ottenuto la certificazione Anab di prodotti per la bioedilizia. Tale attività richiede l'estrazione di argilla ottenuta dall'escavazione della cava adiacente all'impianto produttivo. Dal 2001 è iniziata l'attività di ripristino della cava in conformità al progetto di escavazione e recupero ambientale approvato dagli enti preposti. All'interno di questo progetto è previsto l'utilizzo di terre e rocce da scavo e fanghi da inerti, recuperabili in conformità al Decreto Ministeriale del febbraio 1998. Per questa attività l'azienda è stata regolaremente autorizzata dalla provincia di Lucca. I materiali sono stati esclusivamente utilizzati per il ripristino dell'area di cava e non sono mai stati impiegati nel processo di produzione dei laterizi. L'azienda intende inoltre precisare che è in possesso di regolare autorizzazione al recupero di fanghi di cartiera, materiali a base di cellulosa (assolutamente da non confondere con il pulper), all'interno del ciclo produttivo insieme ad altri addittivi naturali».   I FATTI  Dal 2009 iniziano una serie di esposti di abitanti di Marginone e dipendenti di altre aziende confinanti con la Nuova Lam. Tutti lamentano forti odori nell'aria che causano irritazioni all'apparato respiratorio. Del problema s'interessa inizialmente la polizia municipale di Altopascio che poi invia gli atti alla procura. Entrano in scena la pg del Corpo Forestale, della polizia municipale, la polstrada di Lucca e l'Arpat.   I CONTROLLI  Da una prima analisi nella cava riempita con rifiuti autorizzati l'Arpat avrebbe rilevato un tasso di acidità più alto rispetto alla norma. I controlli sarebbero proseguiti per capire che tipo di materiale di scarto entra nella discarica. La polizia stradale, in base al ricevimento di un esposto dell'associazione Ambiente Pulito Marginone, constata la prosecuzione del deposito rifiuti provenienti dall'esterno dell'area di cava nei mesi di luglio e agosto 2011 in contrasto con il divieto della Provincia che impedisce - sulla base di una normativa del 2008 - lo scarico di materiale fuori cava. L'attività d'indagine con l'ausilio di immagini fotografiaccerta che nell'area gestita dalla Nuova Lam sarebbero entrati nel periodo giugno-agosto automezzi che scaricano materiale senza alcun controllo sulla qualità e sulla consistenza. Rifiuti, che le indagini hanno qualificato come speciali, scaricati nella cava destinata a ripristino ambientale e nei laghetti alimentati con acqua proveniente dalla falda. L.T.

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