Il Tirreno

Lucca

Vanno anche nei centri di ascolto della Caritas e a visitare gli ammalati in ospedale

Seminaristi, ma attivi in mezzo alla gente

 Azelio Biagioni
I seminaristi con i loro docenti
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I seminaristi con i loro docenti

Cambiate istruzione, vita e prospettive dei cinque aspiranti parroci

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 LUCCA. Ad ascoltare le parole del rettore del seminario si capisce chiaramente che qui, a Monte San Quirico, il tempo scorre veloce, le giornate sono piene, scandite dalla preghiera, dallo studio, dalle varie attività e da un tempo fatto per se stessi.  Momenti di silenzio per raccogliersi ed essere in comunione con Dio. Senza mai tralasciare l'importanza che ha la vita comunitaria. E' così che vivono i ragazzi al seminario arcivescovile di Lucca.  Una scelta che domani farà loro indossare l'abito talare anche se - come ha confermato il rettore - da una decina d'anni le vocazioni sono diminuite. Ad oggi ci sono solo cinque seminaristi della nostra arcidiocesi, due provenienti da Pescia e un diacono che il prossimo anno verrà ordinato sacerdote.  Don Luca Andolfi è il rettore, il suo vice è don Riccardo Micheli (entrambi da due anni) mentre da sette anni il padre spirituale è mons. Alberto Brugioni. Tutti e tre sono anche cooparroci di Monte S. Quirico, S. Concordio di Moriano e Arsina.  La formazione. Compito dei superiori è quello di formare i seminaristi. «Quattro sono gli aspetti fondamentali - spiega don Andolfi -. La formazione umana, quindi la crescita della persona cercando di far emergere tutte le cose buone e smussare, qualora ci fossero, lati negativi dando grande valore al sapersi relazionare con l'altro. Inoltre, c'è la conoscenza teologica (curata soprattutto a scuola) dove vengono studiate materie che vanno dalla dogmatica morale alla spiritualità. Il formare nell'ambito spirituale, ovvero crescere dal punto di vista interiore. Ecco, dunque, momenti di preghiera, adorazione, vita liturgica, ritiri ed esercizi spirituali. Ed infine, ma non per importanza, la pastorale: vivere il ministero di prete, sapendo mettere al centro della vita Gesù buon pastore».  La settimana tipo. La giornata dei seminaristi inizia con le lodi e un momento di silenzio. Nelle mattine del lunedì, venerdì, sabato e martedì tutto il giorno i ragazzi sono impegnati a Camaiore nello studio teologico interdiocesano. Quando non sono a scuola dedicano parte del loro tempo alle attività interne come la pulizia, l'accoglienza o esperienze di vario tipo. Da quest'anno, infatti, i seminaristi vanno nei centri di ascolto della Caritas ed a visitare gli ammalati in ospedale portando loro un po' di conforto. «Questo - spiega il rettore - per rispondere alle linee guida dettate dall'arcivescovo che chiedeva sì l'ascolto di Dio, ma anche quello dell'uomo. Tutti fanno tutto - ci tiene a sottolineare don Luca -. Chi cucina, chi si occupa della stireria e così via». Poi hanno da preparare gli incontri di formazione liturgica che periodicamente si tengono a Monte S. Quirico e sono impegnati nelle tre parrocchie dove sono parroci i superiori. Dopo pranzo, nel momento di riposo, pausa che può essere riservata alla preghiera personale. Non è difficile incontrare qualcuno dei ragazzi che passeggia tra le vigne del posto sgranando rosari o chi invece si fa un paio di giri delle Mura ed anziché ascoltare musica con le cuffie negli orecchi medita il Vangelo del giorno. La sera dopo la messa, i vespri e la cena momento per commentare le principali notizie del giorno, quindi i ragazzi si ritrovano nella sala tv per guardare insieme un film. Oppure, durante il periodo degli esami, ognuno nella sua cameretta a studiare.  Le cose rispetto ad anni fa sono cambiate.  Ora i seminaristi sono più presenti sul territorio ed iniziano ad amalgamarsi alla realtà - che un domani vivranno - partecipando direttamente alla vita delle parrocchie.  Ed anche l'estate è periodo di formazione. Come andare in missione in Rwanda, fare esperienza al Cottolengo di Torino e ritiri presso comunità monastiche.

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