Il Tirreno

Lucca

Manifattura, recupero possibile

L’area della Manifattura
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L’area della Manifattura

Per il Comune non è necessario il piano attuativo

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 LUCCA. Si può intervenire sulla ex Manifattura anche in assenza di un piano attuativo. Il Comune è certo di poter procedere in questo modo, con interventi di «manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia che possono anche comportare la modifica d'uso degli immobili».  Ma su questa posizione - che il Comune assume contestando le accuse mosse da Gl sul mancato confronto per la riqualificazione del centro storico - non è d'accordo l'associazione Parco di S. Anna. Per l'associazione la posizione dell'amministrazione è discutibile e anche contraria alla legge regionale sull'urbanistica, della quale cita l'articolo 63 «specificamente dedicato alle aree (come quella della ex Manifattura) per le quali sia stata riconosciuta la decadenza della disciplina pianificatoria quinquennale» come è accaduto a Lucca con la decadenza del regolamento urbanistico. Questo articolo - fa presente l'associazione - recita, fra l'altro: «Sono consentiti esclusivamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo senza mutamento delle destinazioni d'uso». Per questo - insiste il Parco di S. Anna - la «ristrutturazione edilizia con mutamento delle destinazioni d'uso non compare tra gli interventi ammessi. Il Comune, inoltre, sostiene che per "le restanti porzioni della Manifattura si opererà con un particolare piano attuativo". Sappiamo che la previsione di "programma complesso" si trova effettivamente contenuta nella variante di salvaguardia al regolamento urbanistico, ma sappiamo altresì che la variante è finita sotto la lente d'ingrandimento della Procura della Repubblica e che non è mai stata approvata in via definitiva». Oltretutto - denuncia l'associazione - sul recupero della ex Manifattura è già «formalmente intervenuto il Servizio pianificazione territoriale della Provincia. Con le sue "osservazioni" alla variante di salvaguardia la Provincia "sconsiglia" il Comune di utilizzare il "programma complesso" che, strumento avulso da una pianificazione comunale, "finisce per consolidare la frammentazione del processo di pianificazione perseguita dal Comune attraverso la prassi di sviluppare procedure di pianificazione separate, quali quelle del nuovo ospedale, dello stadio, del Piuss per i quali si rende necessario riacquisire una visione complessiva organica"».

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