Sicurezza
Assi viari, mai istituito il comitato tecnico: ferma la progettazione
Ilaria Bonuccelli
◗
La firma dellultimo protocollo di intesa il 14 aprile in prefettura 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Slittano (di nuovo) i tempi per realizzare la grande viabilità, la "tangenziale" di Lucca come la chiamano a Roma. A oggi l'Anas non è in grado di garantire che la progettazione preliminare dell'asse nord-sud (Ponte a Moriano-casello del Frizzone) e dell'asse est-ovest (casello del Frizzone-casello di San Donato) sarà pronta a febbraio come stabilito dal protocollo di intesa sottoscritto in primavera. Al progetto la società non ha ancora messo mano perché manca un tassello per partire: non è ancora stato costituito il comitato tecnico-istituzionale previsto dall'accordo di metà aprile firmato (in pompa magna) dal ministero delle Infrastrutture, dalla Regione e dagli enti locali. Senza questo comitato, che fa capo alla Regione - ribadisce l'Anas - è impossibile avviare la progettazione e rispettare gli impegni assunti. La Regione, però, non ci sta a prendersi la colpa di eventuali ritardi sulla progettazione che Anas oggi non è in grado di quantificare. E ribadisce che se il comitato tecnico-istituzionale non si è ancora insediato è perché il ministero, nonostante le sollecitazioni, non indice la riunione per la sua costituzione formale. A questo comitato, però, la Regione non lavora da aprile: avrebbe iniziato a occuparsene da alcune settimane, anche se non sa dare una data precisa. Così, a sei mesi dalla firma del protocollo di intesa per gli assi lucchesi, la situazione è invariata: la progettazione è ancora al palo e i soldi (200 milioni) che il ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto individuare - come previsto nell'accordo - ancora non ci sono. Se verranno trovati, in un momento di grande crisi, è tutto da vedere. Certo è che i tempi si dilatano: se il progetto preliminare non sarà pronto a febbraio, in aprile non potrà essere spedito al Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica che dovrà approvarlo e finanziarlo, secondo le procedure della legge Obiettivo. E così passerà anche il mandato Favilla senza che gli assi siano stati realizzati. L'INGHIPPO L'operazione sarebbe bloccata dalla mancata costituzione degli organi di "indirizzo e di controllo" previsti per vigilare sull'attuazione del protocollo di intesa di aprile. C'è un comitato istituzionale, presieduto dall'assessore regionale alle Infrastrutture (o suo delegato) e composto dai rappresentanti degli enti che hanno sottoscritto l'accordo, e un comitato tecnico, sempre composto da rappresentanti degli enti sottoscrittori dell'accordo. Il comitato tecnico, in particolare, dovrà «contribuire - si legge nel protocollo di intesa - a definire un documento preliminare alla progettazione in base al quale Anas procederà a modificare la progettazione preliminare esistente (il tracciato del 2005) e ad aggiornare lo studio di impatto ambientale» della nuova viabilità. È evidente che senza questo organismo Anas non partirà con la nuova progettazione. IL CONFLITTO La Regione - assicura Riccardo Baracco, dirigente del settore ambiente e territorio - da tempo cerca di organizzare l'incontro per l'insediamento del comitato tecnico-istituzionale. Senza grandi risultati, almeno finora: «L'architetto Stefano Agati, responsabile del settore infrastrutture della Regione - conferma Baracco - ha cercato di organizzare questo incontro, individuando i soggetti che avrebbero consentito di entrare nel merito della progettazione. Ha scritto una mail ad Anas e una al ministero delle Infrastrutture che ancora non ci ha risposto. Sono intervenuto anche personalmente con il responsabile di missione del ministero delle Infrastrutture, l'ingegner Ercole Incalza. Con un sms gli ho sollecitato una risposta, indispensabile per andare avanti ma non credo che ci siano novità». Perciò - assicura il dirigente - ora la Regione solleciterà di nuovo Roma «fermo restando che ci siamo già mossi rapidamente. La risposta del ministero resta indispensabile anche in considerazione del fatto che dal 1º gennaio, Anas diventerà un'emanazione diretta delle Infrastrutture. Oltre a diventare il referente diretto della società, poi - ricorda Baracco - il ministero è il soggetto che deve trovare il finanziamento per questa operazione. A oggi i soldi non ci sono. Comunque, da parte della Regione c'è la volontà di fare presto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
