Sicurezza
Vende etilometri, sorpreso al volante in stato di ebbrezza
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Un etilometro utilizzato dalle forze dellordine Sequestrata la berlina all'imprenditore lucchese fermato dalla polizia stradale sulla circonvallazione
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LUCCA. Il kit per l'alcoltest che ha fatto la sua fortuna diventa la causa dei suoi guai giudiziari. Perchè durante un controllo la polizia stradale lo trova positivo al test dell'etilometro e gli sequestra la berlina che adesso rischia di essere confiscata. Una sorta di legge del contrappasso per un ex agente della polizia penitenziaria che, dopo una quindicina d'anni trascorsi nelle guardie carcerarie, aveva deciso di lasciare il servizio e intraprendere un'attività socialmente utile: la vendita - a comunità terapeutiche, forze di polizia e ospedali - di narcotest e rilevatori del tasso alcolemico. Partito con un computer e un fax era riuscito, nel giro di pochi mesi, a metter su una piccola azienda alle porte della città e a farsi una clientela in tutt'Italia: da Bolzano a Lamezia Terme. E tra i clienti tanti genitori in cerca d'aiuto che scoprivano all'improvviso che i figli adolescenti facevano uso di sostanze stupefacenti o abusavano di bevande alcoliche. Narcotest e alcoltest alla porta di tutte le tasche per il costo modesto (meno di due euro a stick), ma di cui evidentemente il piccolo imprenditore non fa uso. Stando all'accusa infatti l'altra sera alle 20,15 sulla circonvallazione - vicino a uno dei locali di tendenza dove si consumano aperitivi prima di andare a cena o in discoteca - una pattuglia della polizia stradale ferma un'Audi A3 del valore commerciale di 40mila euro. Alla guida c'è l'ex agente penitenziario che vive nella Piana. Agli agenti non sembra lucidissimo tanto che viene sottoposto all'alcoltest. Il risultato? 1,8 grammi-litro, tre volte superiore al limite previsto dalla legge. Per l'imprenditore scatta la denuncia e il sequestro dell'auto.
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