Finanza
Finita la controversia legata alla mancata realizzazione dellopera a Casa del Lupo
Inceneritore, il Comune perde
Con la Regione dovrà risarcire le spese sostenute da Fisia Impianti
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CAPANNORI. Finita la controversia legale sull'inceneritore (mai realizzato) di Casa del Lupo. Ora il Comune dovrà pagare. E non poco, anche se la cifra è in via di definizione. A lanciare l'allarme è il capogruppo dell'Udc Gaetano Ceccarelli: «La sentenza del Consiglio di Stato sgombera il campo anche dai dubbi sulla legittimità dei vincoli archeologici che insistono sulla zona». «Particolare importante in vista della decisione sulla localizzazione dell'impianto di compostaggio» dice Ceccarelli. La controversia con la società Fisia Italimpianti, che nel 1996 si aggiudicò l'appalto pubblico per la realizzazione di un inceneritore, nella zona del Frizzone a Casa del Lupo, si è conclusa a luglio. L'appalto ammontava a circa 25 miliardi di lire. «La Corte di Stato, smentendo in parte il giudizio del Tar, ha condannato il Comune e la Regione al pagamento di una parte delle spese sostenute da Fisia Italimpianti per la partecipazione alla gara, comprese quelle per la progettazione. Il Comune dovrà eseguire un versamento di rilevante entità come risarcimento del danno subito. Poteva andare peggio perché se le richieste della Fisia fossero state accolte totalmente, il Comune di Capannori avrebbe rischiato il dissesto, ma questa è una magra consolazione. La sentenza contiene anche un'analisi approfondita della legittimità dei vincoli archeologici gravanti nella zona di Casa del Lupo, riconosciuti come legittimi per quanto riguarda l'area situata fra lo stabilimento "Ex A. Forte" e la via del Rogio, a Paganico. Bisognerà tenerne conto nel decidere la sede dell'impianto di compostaggio». A.B.
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