Finanza
Le Belle Arti chiedono un progetto di ristrutturazione del pavimento del sagrato
Tolto il bitume da piazza S. Michele
Barbara Antoni
Il Comune interviene dopo la diffida della Soprintendenza
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LUCCA. Gli operai del Comune hanno raschiato via il bitume dalle pietre del sagrato di San Michele. Adesso le buche sulle lastre di marmo sono riempite con ghiaia bianca. Sono comparse anche transenne, poi rimosse in serata. Ma non è bastato a evitare la tirata di orecchie della Soprintendenza. Il bitume usato per riempire le buche nelle pietre è stato «un intervento un po' maldestro, che desta meraviglia», dice il dottor Agostino Bureca, soprintendente ai Beni culturali di Lucca e Pisa. Infatti, ieri mattina, dalla sede della Soprintendenza in piazza della Magione è partita una lettera di richiamo in piena regola all'amministrazione di Palazzo Orsetti, nella quale, spiega il dottor Bureca, «chiediamo al Comune di presentare un progetto di ristrutturazione del pavimento del sagrato, che è una piazza a tutti gli effetti. Vedremo poi se tutta la pavimentazione dovrà essere sostituita o solo una parte. Quella del bitume è stata un'operazione impropria - continua il soprintendente -. Come intervento tampone bastava usare della semplice malta di calce, che non rovina le pietre. Credo che debba essere fatta prevenzione nel campo dei beni culturali, anche se il Comune sostiene di essere intervenuto per motivi di sicurezza». Trenta giorni è il tempo di legge che, adesso, il Comune ha per presentare il progetto. Ma nel frattempo, non appena le bancarelle del mercato in corso sul sagrato saranno smantellate (quindi già la prossima settimana), assicura il dirigente della Soprintendenza che «noi eseguiremo un sopralluogo sul sagrato, anche per quantificare il danno causato dal bitume. Se è stato posato su pietre che potevano essere recuperabili, allora potrebbero configurarsi gli estremi per una sanzione amministrativa e anche penale, ma in quest'ultimo caso procederebbe la Procura. Mi auguro che l'intervento sia stato eseguito solo su tratti di lastra disgregata, che non si poteva sostituire». C'è di più. L'episodio del bitume ha «fatto suonare un campanello», come dice il soprintendente, il quale sospetta che «forse a Lucca non c'è abbastanza coscienza culturale. Questo episodio marca un segno meno, un calo di civiltà». Per questi motivi si ripromette, quanto prima, di «regolamentare l'utilizzo del sagrato» ma anche degli altri luoghi storici della città. E questo non significa «che il sagrato non possa ospitare mercatini o altre iniziative. Ma devono cambiare le modalità di utilizzo: per proteggere la pavimentazione si possono usare moquette o speciali tappeti», conclude. L'assessore ai lavori pubblici Marco Agnitti stempera la tensione: «Tutti amiamo il sagrato. Non appena sarà finito il mercato, procederemo a un intervento organico di recupero della pavimentazione». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2
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