Il dolore
«Quei fumi sono nocivi»
Paola Taddeucci
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Lincendio di agosto lungo la via Bientinese I medici: in aumento le malattie dopo il rogo sulla Bientinese
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ALTOPASCIO. Esplode la protesta per i fumi della discarica bruciata in via Bientinese, nella zona del Padule ai confini con il comune di Castelfranco di Sotto. A far sentire la propria voce sono i cittadini che si sono rivolti alla magistratura. Un nutrito gruppo di abitanti ha infatti inviato un esposto alle procure di Lucca e Pisa, convinti che quanto si sta verificando nel Padule sia un grave caso di inquinamento, per la cui bonifica bisogna intervenire con la massima urgenza. Ma a picchiare duro sono anche i medici dell'equipe territoriale dell'Asl 2, che sollevano dubbi sui dati forniti dall'Arpat dopo il controllo nelle zone interessate, rassicuranti ma a loro giudizio lacunosi. I medici chiedono ulteriori verifiche. «Anche perché - sostengono - la salute della popolazione è doppiamente a rischio: da una parte le esalazioni ci sembrano in ogni caso responsabili del significativo aumento di patologie respiratorie e oculari rilevate nella nostra attività quotidiana e non giustificate in altro modo, dato il perdurare del clima estivo. Dall'altra parte l'accertata presenza di una discarica abusiva in stretta prossimità dei pozzi dell'acquedotto è un serio fattore di rischio per la salute». Ma andiamo con ordine. L'ESPOSTO. A firmarlo sono molti residenti delle zone interessate. «Abbiamo coinvolto le procure - dicono - perché c'è una discarica abusiva, quindi di rilevanza penale, e della stessa rilevanza è anche la possibile infiltrazione di percolato nella falda acquifera». IL PUZZO. In un documento molto circonstanziato - inviato anche ai sindaci di Altopascio e Castelfranco di Sotto - i cittadini ripercorrono le tappe della vicenda. «Da agosto - scrivono - viviamo in una situazione di estremo disagio: 24 ore su 24 ore abbiamo iniziato ad avvertire un forte e cattivo odore che causa anche irritazioni negli occhi e nelle vie respiratorie. Così abbiamo chiesto un controllo per capire cosa stesse succedendo». LA DISCARICA. «Dopo i sopralluoghi - proseguono i cittadini - l'Arpat ha riferito che si tratta di una discarica abusiva dove sono stati rilevati materiali di tipo purple di cartiera, scarti di concerie, plastica e vetri, ma non ha parlato di odori particolari, a differenza di noi che li avvertiamo costantemente e maggiormente al tramonto. L'estensione del fenomeno, a distanza di quasi due mesi e nonostante i due acquazzoni avvenuti nel frattempo, è ben maggiore dei 1000-1300 metri quadrati che Arpat menziona in uno dei suoi comunicati». LA FALDA. «Inoltre - concludono i cittadini - il sito inquinato si trova a breve distanza dai pozzi della rete idrica cittadina. Nel caso che i percolati raggiungano la falda, cosa potrebbe accadere? Quindi non è solo una questione di qualità dell'aria, ma l'impatto ambientale potrebbe essere maggiore. Pertanto siamo a chiedere interventi, nel più breve tempo possibile, per la bonifica della zona». I MEDICI. Sono quindici, invece, i medici dell'equipe territoriale n. 6 dell'Asl 2 (che comprende i comuni di Altopascio, Montecarlo e Porcari oltre a una figura sanitaria di Orentano) che hanno firmato un documento, altrettanto duro, dove definiscono «lacunosi» i dati forniti dall'Arpat. «Se le concentrazioni di diossine e Pcb sono risultate nei limiti di legge - scrivono i dottori - non siamo riusciti a rilevare i valori corrispondenti agli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e anidride solforosa, prodotti tossici derivati dalla combustione di diversi materiali, tra cui la torba presente in zona». RISCHI. I quindici medici non hanno dubbi sul legame tra i fumi e l'aumento delle patologie respiratorie e oculari da loro riscontrato in questo periodo. «Pertanto - concludono - chiediamo alle autorità competenti un nuovo e più accurato controllo, sia per quanto riguarda il numero e il tipo di microinquinanti sia per quel che concerne la durata dei controlli, che dovrebbero essere estesi alle ore notturne, quando è maggiore l'entità del fenomeno».
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