Trasporti
Il nuovo regolamento allesame di bar e ristoranti Confesercenti
Proposte per i pubblici esercizi
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LUCCA. Confronto alla Confesercenti tra bar e ristoranti sulla modifica del regolamento dei pubblici esercizi del Comune. Il presidente dei ristoratori Confesercenti, Stefano De Ranieri, afferma che sono emerse proposte concrete che porterà «al prossimo incontro con l'amministrazione. Mi auguro che potremo condividere la proposta anche con i colleghi di Ascom per avere una posizione unitaria. Gli operatori sono disponibili a verificare con l'amministrazione ipotesi di variazione anche sul tema delle superfici minime, purché si mantenga il principio che ne aveva motivato l'adozione e che dopo due anni non ci sembra cambiato». Sempre nell'ambito del regolamento ci sono altri due temi che da più parti si chiede di affrontare: la normativa sulla musica nei locali, semplificando le procedure che prevedono valutazioni di impatto acustico e dichiarazioni di inizio attività anche per accendere la radio, e la contestata norma che limita la cucina etnica. «Dopo due anni di nuovo regolamento possiamo riscontrare come molte parti siano disapplicate - aggiunge De Ranieri -. E non stiamo parlando solo dell'articolo 17 da tre mesi nel limbo; pensiamo al rapporto tra dimensioni della cucina e offerta gastronomica; all'obbligo di esposizione di menù nei quali è indicato se il locale fa cucina espressa o propone piatti congelati o preparati da terzi; all'obbligo da parte dei circoli di fare attività culturali e di somministrare solo ai soci, ecc. Vorremmo capire se le regole esistono per essere applicate o solo per facciata. Se è così meglio toglierle, altrimenti valgono solo per alcuni. Gli operatori credono che una presenza più attenta, non necessariamente sanzionatoria, ma prescrittiva, sul territorio, preceduta da una buona campagna di informazione, forse aiuterebbe di più tutto il sistema a crescere e a collaborare. Non esiste solo il regolamento pubblici esercizi, sostiene poi il presidente dei baristi Confesercenti, Enrico Ragghianti: «Non possiamo lavorare a compartimenti stagni. Una delle esigenze della categoria, ferma da ormai due anni, è quella relativa agli arredi esterni. Noi chiediamo che sia abolito l'obbligo di smontare le strutture per un breve periodo invernale, formalismo che non serve a nessuno. Su questo abbiamo una proposta tecnica che presenteremo al comune. Dall'altro chiediamo che siano individuati, come in tutte le città, strumenti e modelli per consentire alle strutture sia in centro, che nella periferia, di utilizzare al meglio gli spazi esterni. Gazebi, strutture rimovibili, dehors, che consentono di qualificare l'offerta del tessuto commerciale e che crediamo anche a Lucca possano trovare cittadinanza».
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