Sicurezza
Più care le visite a pagamento
Fabrizio Tonelli
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Una visita medica Da domani scattano gli aumenti per le prestazioni in libera professione
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LUCCA. Non bastavano gli aumenti dei ticket e i balzelli sulle ricette, da domani, 1º ottobre, costeranno di più anche tutte le prestazioni sanitarie in libera professione, sia le visite, che gli esami che gli utenti - spesso costretti dalle lunghe attese della sanità pubblica - decidono di fare a pagamento per avere il responso in tempi assai più rapidi. Cosa succede? La Regione, con la delibera 743 adottata il 29 agosto, ha stabilito di far crescere dal 10 al 30% la quota che andrà a impinguare il bilancio delle Asl. Quota che è calcolata sul costo della prestazione secondo il nomenclatore. Per fare un esempio concreto, le visite specialistiche aumenteranno di 4,74 euro e questi soldi non entreranno nel portafogli del professionista medico - è bene ribadirlo - ma nelle casse dell'Asl impoverite dai tagli del governo. Ovviamente più alto è il costo della prestazione - secondo il nomenclatore - e più elevato sarà l'aumento. Per esempio una Tac al ginocchio senza contrasto - che fino a oggi in libera professione viene pagata 160 euro - da domani costerà 179 euro. Un aumento ancora maggiore (circa 40 euro) è previsto per uno degli esami più costosi, la colonscopia. Nel 2010 in libera professione sono state erogate circa 41mila prestazioni, in massima parte visite, mentre per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici, le richieste maggiori sono state per le ecografie. Il trend nell'anno in corso è in linea: al 30 giugno erano infatti state erogate 20.630 prestazioni. L'Asl dovrebbe quindi incassare da 200 a 300mila euro in più. C'è però curiosità per capire che cosa accadrà nell'ultima parte del 2011: gli aumenti che hanno colpito l'assistenza sanitaria potrebbero indurre più di una persona - che magari non ha particolari disponibilità economiche - a rivolgersi al Servizio sanitario nazionale, pagando - se dovuto - il ticket, senza fare ricorso alle prestazioni in regime di intramoenia. In un manifesto, la Regione spiega i motivi della scelta. Di fatto - spiega l'ente presieduto da Enrico Rossi - la Regione h provveduto «ad applicare misure alternative per l'attuazione della manovra finanziaria del governo, cercando soluzioni che preservino l'eguaglianza di trattamento dei cittadini e la progressiva compartecipazione alla spesa in base al reddito. La Regione ha quindi disposto quale contributo per il recupero delle somme richiueste dal governo, un incremento del 20% della quota della tariffa da attribuire all'azienda sanitaria anche per le prestazioni libero professionali, calcolata sul valore della identica prestazione fornita in regime istituzionale». La Regione sottolinea che l'incremento è interamente dovuto dalla manovra finanziaria nazionale.
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