LACCUSA DI TAMBELLINI
«Inaudito non aver coinvolto gli esperti»
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LUCCA. Non contesta «l'intervento provvisorio». Ma il fatto che sia stato realizzato senza avvertire la Sovrintendenza. Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, attacca il Comune per come ha gestito, in fase transitoria, la manutenzione del sagrato di San Michele, tappando con il bitume i buchi lasciati dalle pietre rovinate. «L'intervento sul sagrato - esordisce Tambellini - può anche essere provvisorio, ma non può essere improvvisato. Trovo grave che il Comune non avverta la Sovrintendenza e che, per questo, possa perfino rischiare una sanzione. È impensabile non coinvolgere le Belle arti nel ritocco, seppur provvisorio, di uno dei monumenti e delle piazze più belle della città, dimenticandoci che San Michele era l'antico forum latino, il cuore di Lucca, anche storicamente». Tambellini, dunque, ribadisce che la manutenzione doveva essere gestita in modo diverso. «Per gli errori commessi - riprende Tambellini - non ci si può giustificare con l'urgenza né con l'emergenza, visto che delle condizioni delle pietre di San Michele si parla da anni. Con questo voglio dire che, anche volendo intervenire in modo provvisorio, c'era tutto il tempo per programmare meglio il recupero e trovare una soluzione diversa dal bitume. Se ci fosse stato un confronto preventivo con la Sovrintendenza, questi problemi non si sarebbero verificati». E di quanto accaduto, oggi il capogruppo del Pd chiede una spiegazione ufficiale all'amministrazione.
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