Il Tirreno

Lucca

Scuola, la protesta dei genitori

Lo striscione affisso dalla associazione
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Lo striscione affisso dalla associazione

Spedizione a Firenze contro il diritto allo studio negato

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 CASTELNUOVO. No ai tagli nell'istruzione. Durante il mercato cittadino di Castelnuovo, l'associazione Il Sogno ed alcuni volontari sono scesi in piazza per raccogliere firme contro i tagli della manovra governativa che penalizzano soprattutto gli studenti diversamente abili. Infatti, meno soldi portano a meno insegnanti di sostegno e quindi a meno assistenza per i bambini e i ragazzi disabili.  Infatti meno soldi portano a meno insegnanti di sostegno e quindi a meno assistenza per i bambini e i ragazzi disabili. «Il problema - sottolineano i responsabili dell'associazione - colpisce soprattutto le scuole superiori. Questa raccolta di firme ha lo scopo di tenere viva l'attenzione di tutti oltre a dimostrare come moltissimi cittadini sono a conoscenza di queste difficoltà». È il grido di genitori di tutta la Garfagnana con un numero che è destinato a crescere, e che trovano l'appoggio di persone che pur non avendo figli disabili hanno firmato una petizione già consegnata al difensore civico della Provincia in cui si chiede il rispetto del diritto allo studio per i bambini disabili. In questi giorni il gruppo si sta muovendo per avere una lettera di solidarietà dei sindaci dei vari comuni e dei presidi degli istituti di ogni ordine e grado. Lettere che porteranno il 4 ottobre a Firenze quando si incontreranno con Angela Palamone, dirigente dell'ufficio scolastico regionale. Con la delegazione garfagnina ci saranno pure rappresentanti della Piana e di Lucca. «La scuola inizia - tuona una mamma - ma devono sempre passare una quindicina di giorni prima che sia nominato l'insegnante di sostegno. Durante questo tempo mia figlia che fa a scuola? È come se fosse parcheggiata in attesa che io vada a prenderla. E questo a me proprio non va. Ha il diritto di apprendere, per come può, quello che c'è da imparare come gli altri compagni di classe. Ma così le è impossibile. Arriva, poi, il docente e le ore sono ridotte all'osso». Le fa eco un altro genitore: «Col fatto che ora un insegnante copre due alunni le cose non vanno per niente bene. Perché viene ignorata la diagnosi funzionale di ogni ragazzo. C'è chi ha solo qualche problema di apprendimento chi, invece, ha carenze maggiori e si nega, quindi, loro il modo di integrarsi. Ognuno ha un percorso diverso e di conseguenza va seguito in maniera diversa, cosa che invece non è più così. Ci stiamo rivolgendo a tutti, senza distinzione, perché chi può faccia il possibile. Siamo partiti dal difensore civico di Lucca, poi un incontro con l'assessore provinciale alla pubblica istruzione, ed ora andremo a Firenze perché vogliamo difendere la dignità dei nostri bambini. I tagli? Che il Governo li facesse dove ci sono gli sprechi e non laddove c'è bisogno. Hanno diminuito pure il numero dei bidelli, che erano un aiuto agli insegnanti di sostegno».  Intanto difensore civico della Provincia, Gabriella Moruzzi, ha preso a cuore la questione che i genitori garfagnini le hanno messo sul suo tavolo. Ha, quindi, inviato una lettera indirizzata alla dirigente dell'ufficio scolastico regionale della Toscana, Angela Palamone, e al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Claudio Bracaloni, e per conoscenza a diversi esponenti regionali (assessore alla scuola e consiglieri) e provinciali (presidente, assessore e presidente del consiglio provinciale), e fra gli altri ai presidenti delle varie conferenze zonali d'istruzione.

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