Il dolore
Fabbricati rurali, chiesta una proroga
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Un fabbricato rurale Gli agricoltori: «Impossibile rispettare la scadenza del 30 settembre»
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LUCCA. «Tardivo, lacunoso e fuorviante»: è questo il netto giudizio che Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), Coldiretti e Confagricoltura danno sul decreto - lungamente atteso - per l'attribuzione delle nuove categorie catastali alle costruzioni rurali già censite al catasto fabbricati, pubblicato solo lo scorso 21 settembre. Un decreto che, per le organizzazioni, delude tutte le aspettative della categoria e che non risponde alle esigenze di chi opera in questo settore. Secondo il mondo agricolo, infatti, il provvedimento contiene elementi di ambiguità su requisiti e modulistica, ma, soprattutto, è stato emanato a ridosso della scadenza dei termini. «E' incomprensibile - dicono in una nota Cia, Coldiretti e Confagricoltura - l'ostinazione dimostrata dal Ministero nel voler considerare perentoria la scadenza del 30 settembre. Gli agricoltori non potranno mai riuscire a mettersi in regola in questi tempi». Le organizzazioni, quindi, invitano tutti i loro iscritti ad attivarsi per la regolarizzazione, mettendo i propri uffici a disposizione. Ad essere interessati sono i fabbricati che, rispondendo ai requisiti di ruralità, sono stati accatastati nelle categorie ordinarie del catasto fabbricati e che, entro il 30 settembre, devono essere trasferiti alle categorie D10 (se strumentali) o A6 (se abitazioni), pena l'imponibilità fiscale. Il provvedimento riguarda gli agricoltori che sono titolari di partita Iva. Cia, Coldiretti e Confagricoltura, contemporaneamente al supporto offerto ai propri iscritti, continuano a chiedere al governo una proroga alla scadenza del 30 settembre. In modo da dare la possibilità agli agricoltori di mettersi in regola senza fretta e soprattutto portando avanti le pratiche senza incorrere in errori. R.L.
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