Sicurezza
Cgil e Cisl: «Va valutata la vendita di Seta. La priorità è la salvezza dei posti di lavoro»
Se.Ver.A., sindacati sul piede di guerra
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La sede di Se.Ver.A. 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNUOVO. Chi parla più di Se.Ver.A.? I sindacati lanciano un nuovo allarme di fronte alle poche novità registrate nelle ultime settimane. Il destino della società di raccolta e smaltimento rifiuti pare sempre più nero e i lavoratori invocano chiarezza. Tra le proposte di rilancio, la vendita di Seta, unica società del gruppo in attivo. L'intervento è di Michele Massari, segretario Fp Cgil, e Vincenzo Cinquini, responsabile Cisl di zona: «Il silenzio tombale delle istituzioni locali sulla vicenda Se.Ver.A spa non prelude a soluzioni ravvicinate - dicono i sindacalisti -. Ci pare di constatare una "tattica" attendista che non porterà a nulla di buono. Preoccupa la mancanza di proposte, mentre si susseguono fatti negativi come il fallimento di Se.Ver.A Servizi e il rinvio dell'ammissione al concordato di Se.Ver.A Acque che ci risulta essere stato deciso dal giudice il 22 settembre. I soci non voglio rispettare e portare avanti i piani approvati e gli accordi sottoscritti dalla società. Primo tra tutti, non va avanti l'investimento pianificato, necessario per riavviare il termovalorizzatore. Ciò implica il rischio di perdere posti di lavoro degli addetti all'impianto oggi in cassa integrazione oltre al ridimensionamento di tutte le figure non legate strettamente alla "raccolta". Va concordato un piano che abbia credibilità mettendo nel conto anche il fatto che presto l'area di Belvedere rischia di diventare un ammasso di ferraglia e un'emergenza ambientale. Per questo - chiudono Massari e Cinquini - proponiamo di valutare con molta serenità eventuali proposte di riconversione dell'impianto e anche di valutare la messa in vendita di Seta, unico vero "gioiello di famiglia" e il relativo utilizzo delle risorse. Obiettivo, salvare la società, mantenere la gestione unitaria della raccolta affidandola ad un ente di coordinamento quale la Comunità Montana o l'Unione dei Comuni e salvare tutti i posti di lavoro compresi quelli legati al termovalorizzatore. O si va avanti con quanto deliberato dalla società o si cambia rotta, ma in fretta. I posti di lavoro vanno salvati tutti». L.D.
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