La manifestazione
Aumentano i fondi commerciali vuoti nel centro storico, anche se non tutti i prezzi sono proibitivi
«Cercasi affittuario serio»
Barbara Antoni
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Il fondo che era occupato dal Pozzetto della plastica Proprietari restii: spesso i canoni non vengono versati
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LUCCA. Da una parte ci sono le richieste economiche, che per le zone più "nobili" del centro storico possono arrivare anche a 50 euro al metro quadrato. Dall'altra - e sembra ad oggi la ragione prevalente - c'è la scarsa affidabilità dei potenziali affittuari. Ecco perché tanti fondi commerciali, anche nelle vie più blasonate del "salotto buono", rimangono sfitti. Molti proprietari preferiscono lasciare vuoti i propri fondi piuttosto che cederli a imprenditori improvvisati, capaci di scarse garanzie. «I fondi spesso rimangono vuoti perché mancano le persone giuste a cui affittarli - spiega Francesca Satti dell'immobiliare Essegi -. Molti proprietari sono reduci da esperienze poco piacevoli, hanno avuto a che fare con affittuari che non hanno pagato il canone anche per sei mesi o un anno. Il fatto - continua - è che i proprietari vogliono essere oggi ben sicuri delle persone a cui affittare. Davanti a chi si presenta dicendo che vuole provare ad aprire un'attività, preferiscono lasciar perdere. Non è questione di prezzi: quando trovano le persone giuste, i proprietari sono disposti ad abbassarli». Ai fondi commerciali del centro storico mostrano interesse imprenditori lucchesi e di fuori città. Ma il problema è sempre quello: l'affidabilità. Riporta Francesca Satti che in genere, oggi, «gli interessati non hanno le credenziali giuste. Quando chiedi loro la fidejussione, vengono a dirti che la banca non gliela concede. Difficile affidarsi a persone così». Un dato su cui concorda Paola Granucci, titolare dell'immobiliare Casamica in Chiasso Barletti. «Richieste valide di affittare un fondo commerciale nel centro storico ce ne sono poche - spiega -. È un indice di questi tempi: oggi anche le persone più sprovvedute si vogliono avventurare sulla strada del commercio». e poi c'è l'ostacolo economico. «La situazione generale - sottolinea infatti Paola Granucci - incide. Le persone si scontrano con prezzi alti, in molti casi con buone uscite che vengono richieste quando si vuole affittare un fondo già occupato. E poi, succede che dopo avere affittato il fondo, molti imprenditori non riescono a sostenere tutte le spese che l'attività comporta». Via Fillungo, secondo la titolare di Casamica, rimane la strada con gli affitti più alti. Possono toccare un massimo di «cinquanta euro al metro quadrato dal Canto d'Arco fino all'incrocio con via Buia. Un fondo di cento metri costa cinquemila euro al mese. I prezzi diminuiscono via via che ci si avvicina alla fine del Fillungo: gli affitti scendono a 20, 25 euro al metro quadrato. Ma il prezzo dipende anche dalla collocazione del fondo, dalle vetrine. E comunque - conclude - quando il canone supera i 2mila-2.500 euro è duro trovare da affittare, specialmente per un commerciante del posto. E finisce che entrano le catene». Ma anche una richiesta di mille euro al mese per un fondo di ottanta metri quadrati in via Mordini, a cinquanta metri da via Fillungo e a meno ancora da piazza del Carmine, può risultare "proibitiva". Lo sa bene Maurizio Pellegrini, orologiaio, titolare di un fondo di 80 metri in via Mordini che ha abbandonato per trasferire la sua attività a Sant'Anna. Da mesi il suo fondo porta la scritta "affittasi". «Qualcuno mi ha chiesto di vederlo, voleva aprirci un alimentari, ma poi l'affare non è andato in porto - racconta Pellegrini -. Il problema è che quella zona non è attraente, ma abbandonata a se stessa». È vuoto da nove mesi anche il fondo in via degli Streghi per quarant'anni occupato dal negozio di casalinghi Il Pozzetto. «Non ho ricevuto neanche una telefonata - dice il proprietario del fondo -. Non ho pensato al prezzo. Ho messo il cartello "affittasi" e basta. Potrei chiedere mille euro, ma se non ci sono richieste...».
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