Sicurezza
Con il santo di Pietralcina aveva vissuto un frate del convento dei cappuccini sulla riva destra del Serchio
A Monte San Quirico le reliquie di Padre Pio
Azelio Biagioni
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Le reliquie di San Pio da Pietralcina Il complesso sull'erta della chiesa ha ospitato anche padre Damiano da Bozzano
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LUCCA. Custodisce una storia, il convento dei cappuccini di Monte S. Quirico. E con essa alcune reliquie appartenute a San Pio da Pietrelcina e a padre Damiano, un frate missionario in Brasile e di cui è in corso la causa di beatificazione. Il convento (dove venne consacrato sacerdote) è stata la dimora, fino alla sua morte, di padre Pio Maria da Pisa (che portò a Lucca alcuni indumenti di S. Pio). Qui, per un breve periodo vi ha vissuto anche padre Damiano da Bozzano. Poco dopo la sua scomparsa nel 1997 l'allora arcivescovo di Lucca, Bruno Tommasi, scrisse la preghiera per la sua beatificazione. Due vite la cui fede è stata al centro della loro esistenza. Padre Pio da Pisa. Tutto ebbe inizio quando Mario Vincentelli (1922-2007) accompagnò i genitori a S. Giovanni Rotondo. La mamma era molto malata e così su invito di alcuni parenti il marito (ateo e massone) si convinse a portarla dal frate con le stigmate. La guarigione fu immediata e non solo. A poco a poco ci fu la conversione di quell'uomo che mai aveva voluto saperne del contatto con Dio. Da quel giorno il giovane Mario si sentì attratto dal mondo francescano e fece presente questa sua vocazione al frate che lo appoggiò nella scelta. E dal santo frate, Mario ottenne risposta positiva alla richiesta se poteva farsi chiamare fra Pio, una volta presi i voti (gli appartenenti agli ordini religiosi un tempo cambiavano nome). Fu così che durante la professione divenne fra Pio Maria da Pisa, essendo lui nato in quella città. Fra i due si instaurò un rapporto di amicizia e tante furono le volte che si videro. Padre Pio da Pisa ebbe modo di celebrare con il frate di S. Giovanni Rotondo e rimase emozionato quando, in un'altra occasione, disse messa utilizzando il calice e il purificatoio di S. Pio macchiato di sangue. Ma padre Pio da Pisa si ammalò. Il medicò che lo visitò, pur essendo non credente, si convinse che in quella guarigione c'era qualche entità superiore dato che il ragazzo non aveva ricevuto né cure né alimentazioni particolari. «Ho superato tutte le avversità fisiche e morali - diceva padre Pio da Pisa - grazie a padre Pio che ha sempre vegliato sul mio apostolato sacerdotale. Ho nitido il ricordo di un abbraccio fra di noi. Mi sembrava di aver addosso il suo sangue». Padre Pio da Pisa prese parte anche ai funerali del frate di Pietrelcina. Le reliquie del santo. Erano uno di fronte all'altro, S. Pio e padre Pio da Pisa. Il santo si tolse dalle spalle il mantello e lo regalò al giovane. E così fece con altri indumenti. "Usali per i malati", questa la raccomandazione che S. Pio rivolse al discepolo. Quegli oggetti sono oggi conservati nel convento di Monte San Quirico. C'è il mantello di lana marrone che il santo utilizzava per ripararsi dal freddo. E poi il mezzo guanto (che lasciava le dita scoperte) anche questo in lana di colore marrone della mano destra con la quale tante e tante volte ha impartito la benedizione e che utilizzava per coprirsi le stigmate che aveva nella mani (reliquie che rientrano nella categoria ex indumentis). Inoltre, in una teca di vetro sono conservati un pezzo del cordone del saio di S. Pio (ex fune) e un ritaglio di una pezza che il frate di Pietrelcina utilizzava per asciugarsi il sangue (ex tela imbuta sanguine). Era molto più grande, poi è stata tagliata per essere data ai malati più bisognosi così come il cordone. Su quella stoffa ancora oggi si vede il segno lasciato dal sangue che fuoriusciva dalle ferite del frate.
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