La manifestazione
Nuovi fronti per le indagini sulla presunta corruzione
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La conferenza stampa dopo gli arresti2 MINUTI DI LETTURA
Alla fine dell'inchiesta saranno un centinaio le persone ascoltate come testimoni dai carabinieri. Nuove intercettazioni al momento non sono state disposte. Non è un mistero che l'inchiesta sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione vada avanti nonostante la decisione di Riesame di annullare le misure cautelari.
I provvedimenti della magistratura riguardavano l'ex assessore Marco Chiari, il dirigente comunale Maurizio Tani, l'imprenditore del gruppo Valore, Giovanni Valentini e i professionisti Andrea Ferro e Luca Ruggi. Con loro altri tre indagati: il sindaco Mauro Favilla, l'ex vicesindaco Giovanni Pierami, il dirigente della Soprintendenza ingegner Francesco Cecati.
Come ricordato più volte, l'inchiesta non è stata chiusa dalla sentenza del Riesame. Diretta dal sostituto procuratore Fabio Origlio, procede da luglio con le trascrizioni dei due mesi di intercettazioni che restavano ancora da sbobinare (dalla fine di aprile alla prima metà di giugno). Nelle prossime settimane il loro contenuto sarà depositato.
Da quelle conversazioni potrebbero emergere novità legate sia ai due grandi progetti nel mirino degli inquirenti (il nuovo stadio Porta Elisa e il parco S. Anna) sia ad altre grandi operazioni. Testimoni .Per rafforzare la tesi accusatoria scalfita dalla decisione del Riesame - adesso al vaglio della Cassazione che si pronuncerà tra novembre e dicembre - gli investigatori hanno per ora ascoltato come persone informate dei fatti (senza la presenza di avvocati) una cinquantina di persone.
Sono stati focalizzati prima di tutto i rapporti tra alcuni professionisti (in prevalenza architetti e geometri), imprenditori e clienti con lo studio Chiari-Ruggi e in particolare con l'ex assessore. Il settanta per cento dei testimoni sentiti compare già nei verbali delle intercettazioni.
Si va da Marco Scaltritti di Terra, Uomini e Ambiente che ha chiarito ai carabinieri il senso delle due telefonate con l'ex azionista di maggioranza dell'As Lucchese Libertas, Giovanni Valentini, ad ex architetti dello studio Chiari, che dopo alcuni anni preferirono mettersi in proprio, e a dipendenti o ex dipendenti degli uffici comunali che rispondevano all'assessore Chiari. Altre indagini.
I carabinieri stanno monotirando con la lente d'ingrandimento - è stata allertata anche la Guardia di Finanza - la vicenda, per certi versi parallela, della vendita dell'80% delle quote dell'As Lucchese dalla Valore di Valentini alla Nice srl di Genova di Rangoni e Montali. Nel mirino della procura della Repubblica alcune telefonate di Valentini all'ex direttore di un istituto di credito.
I provvedimenti della magistratura riguardavano l'ex assessore Marco Chiari, il dirigente comunale Maurizio Tani, l'imprenditore del gruppo Valore, Giovanni Valentini e i professionisti Andrea Ferro e Luca Ruggi. Con loro altri tre indagati: il sindaco Mauro Favilla, l'ex vicesindaco Giovanni Pierami, il dirigente della Soprintendenza ingegner Francesco Cecati.
Come ricordato più volte, l'inchiesta non è stata chiusa dalla sentenza del Riesame. Diretta dal sostituto procuratore Fabio Origlio, procede da luglio con le trascrizioni dei due mesi di intercettazioni che restavano ancora da sbobinare (dalla fine di aprile alla prima metà di giugno). Nelle prossime settimane il loro contenuto sarà depositato.
Da quelle conversazioni potrebbero emergere novità legate sia ai due grandi progetti nel mirino degli inquirenti (il nuovo stadio Porta Elisa e il parco S. Anna) sia ad altre grandi operazioni. Testimoni .Per rafforzare la tesi accusatoria scalfita dalla decisione del Riesame - adesso al vaglio della Cassazione che si pronuncerà tra novembre e dicembre - gli investigatori hanno per ora ascoltato come persone informate dei fatti (senza la presenza di avvocati) una cinquantina di persone.
Sono stati focalizzati prima di tutto i rapporti tra alcuni professionisti (in prevalenza architetti e geometri), imprenditori e clienti con lo studio Chiari-Ruggi e in particolare con l'ex assessore. Il settanta per cento dei testimoni sentiti compare già nei verbali delle intercettazioni.
Si va da Marco Scaltritti di Terra, Uomini e Ambiente che ha chiarito ai carabinieri il senso delle due telefonate con l'ex azionista di maggioranza dell'As Lucchese Libertas, Giovanni Valentini, ad ex architetti dello studio Chiari, che dopo alcuni anni preferirono mettersi in proprio, e a dipendenti o ex dipendenti degli uffici comunali che rispondevano all'assessore Chiari. Altre indagini.
I carabinieri stanno monotirando con la lente d'ingrandimento - è stata allertata anche la Guardia di Finanza - la vicenda, per certi versi parallela, della vendita dell'80% delle quote dell'As Lucchese dalla Valore di Valentini alla Nice srl di Genova di Rangoni e Montali. Nel mirino della procura della Repubblica alcune telefonate di Valentini all'ex direttore di un istituto di credito.
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