Sicurezza
Stipendi risicati al Giglio, buste paga anche di 70 euro al mese
Un lavoro troppo precario si dimettono 14 maschere
◗
Pubblico al Teatro del Giglio 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Da ventisei che erano sono rimasti in dodici. Quattordici si sono licenziati, per la troppa precarietà e lo scarso guadagno che un lavoro di maschera comporta. Così oggi il teatro del Giglio, che per ogni spettacolo ha normalmente bisogno di undici maschere, deve fare i conti con un numero molto esiguo di addetti da destinare a questo compito. Addetti "a chiamata", assunti part-time per venti ore la settimana e pagati a prestazione. Informazioni che fornisce la Rsu del teatro, ancora in stato di agitazione - come gli altri dipendenti della struttura - in questo caso perché «non ci vengono riconosciuti i diritti contenuti nell'ultimo contratto integrativo». «Il nostro lavoro - dice la Rsu - può essere richiesto in ogni fascia oraria della giornata, dalla mattina presto alla tarda sera, e non vi è un minimo o un massimo di ore lavorative garantite essendo le nostre mansioni legate alla programmazione degli spettacoli. Pertanto - aggiunge la Rsu - risulta difficile stimare quanto realmente guadagna una maschera nell'arco di un mese. Dipende molto da quante ore lavorerà: per intenderci, attualmente ci sono buste paga con stipendi mensili da 350, 500 o 600 euro, fino d arrivare per i periodi di scarsissimo lavoro a 70 euro o addirittura a zero». E i turni programmati, continua la spiegazione, «possono essere anche cancellati entro le 24 ore precedenti». Il mestiere di maschera non è solo di giovani, magari studenti, che cercano di raggranellare qualche piccolo guadagno. «Tra noi - dice la Rsu - ci sono anche persone di 35 anni con famiglia». Il 4 ottobre ci sarà la preselezione - per oltre trecento candidati - nell'ambito del concorso per nuove maschere teatrali al Giglio. Dalla preselezione, in cinquanta accederanno alla selezione. È prevista, alla fine, la formazione di una graduatoria di trenta maschere di cui poter disporre, a chiamata, per le necessità che si prospetteranno in teatro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
