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Lucca

Tassa di soggiorno? Il Comune dice no ma servono risorse

Barbara Antoni
Tassa di soggiorno? Il Comune dice no ma servono risorse

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 LUCCA. La tassa di soggiorno? Un'ipotesi futuribile e solo se motivata da una raccolta fondi per progetti di rilancio turistico. Oggi come oggi, comunque, il Comune dice «no» alla tassa. Nonostante le dure restrizioni economiche con cui tutti gli enti locali di questi tempi debbono fare i conti (e nonostante la commissione regionale per lo sviluppo economico abbia già approvato la proposta di delibera per dare la possibilità a tutti i Comuni toscani di istituire una tassa di soggiorno), il Comune di Lucca non ha la minima intenzione di addossare ai turisti una gabella, anche se di pochi centesimi, per ogni giorno di permanenza in città. Ma, come spiega l'assessore al turismo Moreno Bruni, in un secondo momento l'ipotesi di una tassa di soggiorno potrebbe non essere più esclusa.  «Non siamo intenzionati a introdurre una tassa di soggiorno - spiega l'amministratore -. Effettivamente ci sarebbe bisogno di risorse in più. Ma la nostra idea è di non gravare con gabelle un settore in espansione. Non ci piace dare l'immagine di chi sta vivendo un boom turistico e ne approfitta. Di tassa di soggiorno si potrà semmai parlare in un secondo momento, in collaborazione e d'accordo con le associazioni di categoria. Se decidessimo di introdurre una tassa, sarebbe solo condividendo un progetto unico di promozione con le associazioni di categoria».  Spiega ancora l'assessore Bruni che una spinta all'istituzione della tassa di soggiorno potrebbe essere l'esigenza, espressa «dalle strutture ricettive di fare una promozione importante. Se il Comune non avesse le risorse, potrebbero essere recuperate istituendo una piccola tassa di soggiorno, anche di cinquanta centesimi. Ma ribadisco che tutti i soldi ricavati dovrebbero servire a uno scopo preciso, non disperdersi in più operazioni».  Le associazioni di categoria, da parte loro, hanno idee molto chiare. Circa l'istituzione di una tassa di soggiorno, è del parere il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini, «credo che innanzitutto dovremmo confrontarci con l'amministrazione per capire la misura del provvedimento. E poi, come Confcommercio, è una decisione sulla quale dovremmo confrontarci con la nostra categoria, cioè Federalberghi».  A livello regionale, dopo il via libera della commissione all'ipotesi di delibera per l'istituzione della tassa di soggiorno nei Comuni, Confcommercio si è già mossa. «A livello di struttura - continua Pasquini - la linea di Confcommercio è contro la tassa di soggiorno. A livello dei singoli Comuni c'è da considerare se ci sono interventi mirati. Non credo però che gli albergatori siano molto propensi ad applicare la tassa. Se hanno aumentato il numero di presenze, è perché hanno tenuto i prezzi fermi dal 2007: a livello di ricavi non so se siano aumentati, è più facile che siano rimasti come quattro anni fa. La capacità di spesa è bloccata». E chiude che «siamo sempre pronti a confrontarci con le amministrazioni comunali. Ma sono gli enti che devono pensare a trovare le risorse economiche».

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