Il Tirreno

Lucca

Non parte il tempo pieno a S. Anna

Nadia Davini
Genitori davanti alla scuola di S. Anna
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Genitori davanti alla scuola di S. Anna

I genitori: «Organizziamo noi la sorveglianza al posto dei bidelli»

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 LUCCA. Domani il tempo pieno non partirà. E ad oggi non è dato sapere se e quando inizierà l'orario settimanale a 40 ore, come richiesto dai genitori al momento dell'iscrizione del proprio figlio a scuola. È quanto sta accadendo nelle scuole materne ed elementari di Sant'Anna che prevedono il tempo pieno: senza bidelle non partono né il servizio mensa, né il tempo pomeridiano e i bambini usciranno alle 12,30, con difficoltà per i genitori che lavorano e che non hanno nonni a disposizione o i soldi per la baby sitter.  La dirigente scolastica, Elisabetta Giannelli, è stata molto chiara. E a niente sono servite le sue lettere (in totale quattro) inviate da giugno a fine agosto all'ufficio scolastico provinciale, a quello regionale, al prefetto, al ministero e alle istituzioni locali. Di bidelli in più nelle scuole di Sant'Anna (divenute da quest'anno istituto comprensivo con l'aggiunta della scuola media "Carlo Del Prete") non se ne sono visti. E con solo 11 unità non può essere garantita la sorveglianza degli alunni e degli istituti così come la pulizia degli edifici.  «Ce ne vorrebbero sedici di collaboratori scolastici - ha spiegato ieri mattina la dirigente davanti ad un'assemblea di genitori agguerriti - mi avevano detto che sarebbe stato assegnato alla scuola un collaboratore scolastico in più, poi nei giorni scorsi hanno smentito questa possibilità. So per certo che esiste un decreto ministeriale in cui si dice che verranno assegnate 100 bidelle nella provincia, ma nessuno al ministero firma questo provvedimento: mi sto muovendo per risolvere la situazione, la decisione di non far partire per il momento il tempo pieno è un modo per protestare e per sollecitare, attraverso un'azione così forte e concreta, le istituzioni competenti affinchè si attivino per mettermi nella condizione di garantire un servizio alle famiglie e mantenere un'offerta didattica precisa come quella del tempo pieno».  Da più parti sono state invocate le dimissioni della dirigente; «Avrebbe dovuto informarci a giugno di questa situazione e non a scuola avviata; avrebbe dovuto studiare con noi una forma di protesta eclatante fin dall'inizio».  Polemiche, accuse, forte preoccupazione: i genitori non accettano l'idea di rinunciare al tempo pieno. «Abbiamo scelto questo tipo di piano di studio - dicono - non solo per motivi organizzativi e pratici. C'è in ballo un'offerta formativa precisa a cui teniamo particolarmente».  E il Comune come risponde? «Diamo massima disponibilità per risolvere il problema - afferma il neo assessore alla scuola, Moreno Bruni, presente all'assemblea - mi muoverò insieme alla dirigente per chiamare il ministero e l'ufficio scolastico regionale». Alla fine è stata la vena operativa e concreta di diverse mamme a mettere nero su bianco una possibile proposta: saranno i genitori a sorvegliare, volontariamente e a turno, le scuole col tempo pieno fino a quando non viene sbloccata la situazione dagli uffici scolastici competenti e dal ministero. «Basta fare una lista con tutti i genitori disponibili - spiega una mamma - e organizzare i turni settimanalmente, così da avere l'orario coperto. Contemporaneamente portiamo avanti la protesta a tutti i livelli possibili».

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