Italia
Vaibus, a rischio altre corse e posti
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Un pullman di Vaibus Già tagliato un milione di chilometri, ma ci saranno nuove soppressioni
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LUCCA. Un calo del 7% nei finanziamenti per effetto della finanziaria 2010, pari ad un milione di chilometri in meno sulle tratte provinciali. Un taglio altrettanto drastico in arrivo a breve, a causa della manovra appena approvata dal parlamento. Il settore del trasporto pubblico sta attraversando una crisi profonda, in Lucchesia come in tutta la Toscana. La Provincia prova a traghettare Vaibus verso la gara d'appalto da quasi due milioni di euro (200 milioni all'anno per 9 anni) che la Regione ha deciso di organizzare per far fronte ai tagli e continuare a garantire il servizio. Previsti non solo la diminuzione delle corse, ma anche esuberi. In tutta la provincia, i pullman di Vaibus percorrono dodici milioni di chilometri all'anno. Tremila corse al giorno, per un totale di 160 linee. Vedendo passare gli autobus arancioni e blu, mai si penserebbe a cifre del genere. Ma i numeri non bastano a tenere a galla il consorzio. Vaibus è in difficoltà così come è in difficoltà tutto il settore dei trasporti pubblici regionale. «Stiamo provando a trovare la quadratura del cerchio, a coordinare i rapporti tra Vaibus, le amministrazioni comunali, i sindacati. Ci saranno da fare dei tagli, e non solo sulle corse». A parlare è l'assessore provinciale ai trasporti Luigi Rovai, che si sta occupando della patata bollente Vaibus ormai da qualche mese. «La Provincia è stata sempre penalizzata nei trasferimenti statali per il settore dei trasporti. Ora la situazione è diventata molto grave, visti i tagli pesantissimi dettati dalle ultime manovre finanziarie. Non solo a Lucca, ma in tutta la Toscana. Per questo motivo la Regione ha deciso di dare in appalto tutto il servizio con una gara che vale 200milioni di euro all'anno (per nove anni, ndr), riorganizzandolo e rendendolo più efficiente». Ma riorganizzare significa tagliare, più di quanto non sia già stato tagliato. «Serve un disegno complessivo prima di procedere con i tagli - spiega Rovai - ed è a questo che stiamo lavorando, grazie all'impegno della commissione infrastrutture guidata da Eugenio Tersitti. La nostra priorità è mantenere i servizi necessari per studenti e pendolari. Questo si traduce in un grosso impegno sulle linee extraurbane (con servizi forti o primari) e su quelle urbane. A rischio, invece, il così detto "servizio debole", ovvero quello caratterizzato da una bassa utenza, ma non per questo meno importante, visto che permette la sopravvivenza dei piccoli centri. È chiaro che se si mira solo a tagliare i chilometri, per risparmiare, sono proprio i "servizi deboli" a rimetterci. Dunque dobbiamo fare molta attenzione in questa fase di preparazione del piano che verrà poi consegnato alla Regione. Serve un quadro complessivo della situazione per poi operare i tagli. Non si può usare la scure su un servizio fondamentale per i cittadini». Ma è anche vero che il trasporto pubblico provinciale, per presentarsi alla gara regionale, deve bilanciare risorse disponibili e chilometri da fare. Questo significa che a qualcosa si dovrà pur rinunciare. «Ci saranno degli esuberi, questo è certo - conferma Rovai - e anche gli utenti dovranno capire che, per alcune corse, non sarà più possibile pretendere di avere la fermata sotto casa». A.B.
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