Il Tirreno

Lucca

Da due anni l’impresa di telefonia di Marlia, che lavora per Telecom, attraversa gravi difficoltà finanziarie

Sciopero a oltranza alla Ciet impianti

Barbara Antoni
Riparazioni telefoniche (foto di archivio)
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Riparazioni telefoniche (foto di archivio)

Azienda in arretrato con gli stipendi, una parte di addetti è in cassa integrazione

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 CAPANNORI. Scioperano a oltranza da due giorni i dipendenti della "Ciet impianti spa" in via Comunale Villa Fontana. Scioperano perché non riscuotono da mesi e perché davanti a sé vedono a questo punto solo prospettive fosche. L'azienda, spiega il sindacalista della Fiom Cgil Lamberto Pocai, «da due anni è in crisi finanziaria. Sono diminuiti i volumi degli appalti».  In tutto sono oltre cento i dipendenti Ciet nella provincia di Lucca, fra lo stabilimento di Marlia e quello di Pioppogatto a Massarosa. Tutti sulla stessa barca, anche se, sottolinea il sindacalista, «le condizioni sono diverse. Quelli in cassa integrazione da maggio 2010, non percepiscono l'indennità dal mese di giugno scorso. Quelli rimasti al lavoro, sono in arretrato con lo stipendio: devono ancora avere il saldo di luglio, lo stipendio di agosto e la quattordicesima».  La Ciet opera nel settore della costruzione e manutenzione di impianti di telefonia. Fa parte di un grande gruppo, con sede centrale ad Arezzo (il gruppo Mancini) e aziende distaccate in tutto il centro Italia, per un totale di 880 dipendenti attuali, informa il sindacalista, «che due anni fa erano 1.100». La Ciet lavora storicamente in subappalto per Telecom e da un po' di tempo anche per altri gestori.  «Le difficoltà finanziarie hanno cominciato a farsi sentire due anni fa. Il lavoro non manca, la il volume degli appalti è stato notevolmente ridotto, è stato abbattuto il costo del lavoro. La prima conseguenza della crisi è stata, l'anno scorso, una procedura di mobilità. Alcuni dipendenti, i più vicini alla pensione, sono fuoriusciti, altri si sono salvati passando alla cassa integrazione. Ma l'azienda - continua Pocai - non ha tenuto fede alle promesse fatte: non c'è stata la rotazione nella cassa integrazione, non sono stati erogati puntualmente gli stipendi, non è stata anticipata la cassa integrazione».  Così è scoppiata la protesta, che va avanti a oltranza e per la quale, dice il sindacalista, «i lavoratori si scusano perché il loro sciopero potrebbe causare disservizi per l'utenza».  Nei prossimi giorni la vertenza potrà vivere momenti di svolta. Infatti, informa ancora il sindacalista della Fiom, sono in programma due incontri importanti. Il primo lunedì 26 settembre, quando il sindacato incontrerà ad Arezzo la proprietà, anche per valutare una soluzione ad ora prospettata: «trasferire i lavoratori - dice Pocai - in un altro ramo di azienda, la Ciet srl, che però ad ora è un contenitore vuoto. Vogliamo sapere con precisione quali sono le prospettive e i contenuti». Mercoledì 28, poi, il sindacato incontrerà la Provincia in merito al caso Ciet.

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