Il Tirreno

Lucca

Disabili senza assistenza a casa

Nadia Davini
Una protesta di genitori di disabili e Bruni
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Una protesta di genitori di disabili e Bruni

Soldi soltanto per il sostegno ai ragazzi nelle ore scolastiche. È la triste realtà con cui devono convivere i genitori con figli disabili

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LUCCA. Niente assistenza domiciliare, ma presenza nelle ore scolastiche. È la triste realtà con cui devono convivere i genitori con figli disabili: il taglio dei fondi all'Anffas, infatti, ha portato a questa situazione, alquanto paradossale.  «Gli educatori dell'Anffas - spiega il coordinamento lucchese studenti, insegnanti e genitori per la scuola pubblica bene comune - riusciranno ad essere presenti nelle ore scolastiche insieme agli insegnanti di sostegno, così da garantire una maggiore copertura delle ore settimanali.

Tuttavia verrà drasticamente ridimensionata l'assistenza domiciliare e in alcuni casi verrà tolta direttamente».  Questione, questa, al centro dell'incontro che il coordinamento ha avuto con l'assessore comunale all'istruzione, Moreno Bruni.  «Abbiamo fatto presente all'assessore - spiega Fabio Lucchesi, del coordinamento - la situazione sul versante Anffas, chiedendo che vengano stanziati più fondi, così da garantire una maggiore copertura delle ore settimanali. Inoltre abbiamo avuto conferma che i soldi previsti dalla legge regionale per il diritto allo studio sono stati destinati da parte del comune di Lucca alle scuole dell'infanzia private (già prima della nomina di Bruni come assessore all'istruzione, ndr): per questo abbiamo chiesto, soprattutto a fronte della drammatica situazione in cui versano le scuole dell'infanzia pubbliche della nostra città, con pochi insegnanti, poche ore a disposizione e un numero sempre crescente di bambini disabili, che l'amministrazione si impegni direttamente a ricercare altri fondi regionali da destinare alle ore di sostegno». 

E l'attenzione resta alta anche sul versante edilizia scolastica: la situazione più difficile attualmente sembra essere quella della scuola materna Picciorana-Tempagnano: un unico edificio per due scuole (i bambini di Tempagnano sono stati trasferiti a Picciorana dopo che la scuola materna di Tempagnano è stata definita inagibile) e ancora niente di fatto per risolvere la situazione. Le promesse di una risoluzione del problema per l'inizio di quest'anno scolastico sono state disattese: a San Vito, dove verrà creata una nuova sistemazione per i bambini di Tempagnano, per ora sono stati messi solo i picchetti.  Ma dal primo settembre ad oggi i lavori non sono iniziati e non c'è alcuna certezza sui tempi. 

«È importante che il comune faccia un censimento di tutte le situazioni critiche - continua Lucchesi - intanto noi come coordinamento invieremo al consiglio comunale la richiesta di approvare un ordine del giorno in cui l'amministrazione si impegna a chiedere più ore di sostegno».  Stessa cosa verrà chiesta al consiglio provinciale. Intanto per oggi alle 17, nella scuola primaria di San Vito, è prevista una nuova riunione del coordinamento per fare il punto della situazione, allargare la vertenza anche all'area della Garfagnana e preparare la nuova iniziativa fissata per il 20 ottobre con Giulio Marcon della campagna nazionale "sbilanciamoci" che da anni denuncia la crescita delle spese militari a discapito degli investimenti pubblici per la scuola e la sanità.

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