Finanza
Soci privati nell'aeroporto
Arianna Bottari
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Lad Eugenio Baronti e laeroporto di Capannori Provengono dal settore nautico e sono pronti a rilevare il 30 per cento
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CAPANNORI. Soci privati pronti a rilevare il 30% della società di gestione dell'Aeroporto di Capannori. Soci pubblici pronti a presentare una proposta ad Enac per ottenere la concessione ventennale, indispensabile per varare un piano di sviluppo a lungo termine, in grado di assicurare un futuro all'aerostazione. Prevista per la prossima settimana l'assemblea societaria. I privati interessati sono imprenditori locali, del settore nautico. Dovrebbero rilevare il 30% della Alt. Il Comune di Capannori dovrebbe mantenere il 65%, mentre la Provincia e la Camera di Commercio insieme dovrebbero scendere al 5%. Intanto si avvicina la prima scadenza, a fine settembre, quanto la Alt dovrà presentare ad Enac una proposta in grado di sostenere la richiesta per la concessione ventennale. «Stiamo lavorando alacremente al piano di sviluppo industriale - dice l'amministratore delegato Eugenio Baronti -. Per noi è fondamentale ottenere la concessione ventennale. Con la concessione a rinnovo annuale (come quella che abbiamo adesso) è impossibile fare programmi a lungo termine: ci vincola troppo, soprattutto negli investimenti. Enac, una volta avuta la nostra proposta, avrà tempo fino a dicembre per decidere. Il nostro piano a lungo termine (ventennale) prevede prima di tutto la messa in sicurezza e l'ottenimento delle concessioni (nel 2012). Poi dovremo affrontare le questioni strutturali. Il piano deve essere coerente con quelle che sono le richieste dei soci», ovvero con quelle arrivate dal Comune di Capannori, che al momento è il socio di maggioranza con il 90 per cento. L'amministrazione targata Del Ghingaro è stata chiara fin dall'inizio: l'aeroporto deve essere dedicato ai servizi (protezione civile e antincendio), ma anche in grado di garantire lo sviluppo dell'aviazione generale (elicotteri, piccoli aerei, aerotaxi) e del Centro internazionale per l'innovazione aeronautica leggera. «Alcuni progetti sono già partiti - spiega Baronti, che sulla ricerca punta moltissimo - ma ci mancano gli spazi per svilupparli, stiamo scontando carenze strutturali». L'arrivo dei soci privati dovrebbe garantire una boccata di ossigeno, con risorse economiche pronte per essere investite (la cifra si dovrebbe aggirare attorno al milione e mezzo di euro). Pare che ci siano degli imprenditori locali (a livello provinciale) pronti ad entrare in Alt, provenienti dal settore della nautica. «Per noi sarebbe la situazione ideale», commenta Baronti. E i dipendenti? «Il personale è sceso a nove elementi - spiega l'amministratore delegato -. Anche su quel fronte stiamo procedendo con il risanamento. Gli stipendi arretrati sono stati pagati, il bar (che negli anni passati è arrivato a perdere fino a 20mila euro) è stato dato in gestione e sembra che la situazione sia migliorata notevolmente. Stiamo riducendo le spese e gli sprechi. Insomma, stiamo cercando di risanare una situazione che era molto grave».
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