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Corsonna, concordato o fallimento

Corsonna, concordato o fallimento

Domani l'incontro decisivo: se non si trova l'accordo, l'azienda crolla

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BARGA. Domani sarà un giorno molto importante per le sorti dello scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli e della sede distaccata di Bientina, nell'area del Pisano: in tutto i due stabilimenti occupano circa 150 addetti, che attualmente beneficiano della cassa integrazione.  Per domani infatti è fissata l'udienza per l'ammissione dell'azienda al concordato. Se fallirà, la vertenza sfocerà in una procedura di fallimento.  Nell'occasione dell'udienza, i creditori potranno esprimere, mediante voto diretto (effettuabile anche anche nei venti giorni successivi all'adunanza mediante corrispondenza), il loro consenso o meno ai contenuti della proposta perché possa andare avanti così come formulata e impostata nel piano concordatario della società.  «La vicenda - spiega la Provincia che segue la vertenza fin dagli inizi - è in una fase delicata e complessa: infatti, qualora il consenso dovesse mancare, il concordato sfocerebbe in una procedura concorsuale di tipo fallimentare, volta alla liquidazione dei beni aziendali (macchinari, attrezzature ecc.), che renderebbe di fatto impraticabile l'ipotesi di una ripresa dell'attività e il subentro di nuovi imprenditori».  «L'approvazione del piano - continua la Provincia - è condizione necessaria ma non sufficiente. Ad un eventuale consenso dei creditori, infatti, dovrà seguire l'attuazione dell'impegno assunto dalla cordata imprenditoriale individuata grazie alla Regione, in accordo con i sindacati, al tavolo promosso dall'amministrazione provinciale di Lucca. Impegno che interessa sia lo stabilimento di Castelvecchio che quello di Bientina».  L'attuazione del piano di ripresa aziendale prevede diverse fasi, in parte già avviate. Riguardano infatti «la costituzione (già avvenuta) della nuova società che dovrebbe garantire la ripresa produttiva e fare da ponte fino all'ingresso dei nuovi imprenditori che hanno già manifestato il loro interesse», prosegue la spiegazione.  Inoltre, è stato ottenuto «il consenso da parte di Fidi Toscana e degli istituti di credito. È stata presentata la richiesta della nuova società agli organi fallimentari per avere il comodato d'uso dei beni facenti capo ai due stabilimenti. La società sta anche operando per ottenere rapidamente l'assenso degli istituti di credito a sostegno del piano, per ritornare sul mercato contattando i clienti e fare i primi inserimenti di personale (in particolare manutentori) a partire dai prossimi giorni».  Gli enti - la Provincia, il Comune, la Regione - stanno seguendo quotidianamente la situazione, riservandosi di convocare eventuali nuovi incontri con tutti i soggetti, «anche per favorire il dialogo tra la nuova società e i sindacati», sottliniea ancora la Provincia.

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