Il Tirreno

Lucca

Villa Fiori, deserta la seconda asta

Barbara Antoni
Il sindaco Donati e Villa Fiori
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Il sindaco Donati e Villa Fiori

Adesso il Comune può vendere la dimora storica con trattativa privata

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LUCCA. Va deserta anche la seconda asta pubblica per la vendita di Villa Fiori, la prima delle tre dimore storiche (le altre sono Villa Ada e Villa Webb) che l'amministrazione ha deciso di vendere. A questo punto, il regolamento comunale prevede che per la vendita dell'immobile possa partire la trattativa privata, anche a un prezzo inferiore rispetto a quello fissato per la seconda asta. Prezzo (due milioni 25mila euro) già decurtato del 10 per cento rispetto a quello fissato per la prima asta (due milioni 250mila euro).  Ma se la procedura per la trattativa privata si farà oppure no, sarà il sindaco Giancarlo Donati a stabilirlo. Al momento, il primo cittadino dichiara di non avere deciso niente. Prende tempo ma non tanto: «Entro questa settimana - spiega - risolverò la questione. Il problema è che di soldi in questo momento non ne girano».  Altro non vuole dire. Nessun commento nemmeno sulle manifestazioni (verbali) di interesse ad acquistare Villa Fiori, rivelate anche dallo stesso Donati, provenienti da imprenditori del settore ricettivo (la destinazione turistico ricettiva è l'unica prevista dal Comune per le tre ville storiche, come ha a suo tempo specificato il sindaco) sia italiani che russi. Interesse che ci potrebbe ancora essere, magari in attesa di una trattativa privata, ma che finora non si è formalizzato nella presentazione di alcuna offerta, come era richiesto per partecipare all'asta.  Non ha giocato a favore della vendita di Villa Fiori nemmeno la clausola inserita nel bando di partecipazione all'asta secondo la quale chi avesse acquistato la dimora storica di Ponte a Serraglio potrebbe avere beneficiato del diritto di prelazione per l'acquisto delle altre due ville.  «Bisogna vedere le intenzioni dell'amministrazione - spiega il geometra Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio patrimonio -. In base al regolamento comunale, dopo due aste deserte, c'è la possibilità di vendere l'immobile con una trattativa privata. C'è comunque una procedura da seguire, che prevede la pubblicizzazione della vendita, che può avvenire con manifesti, volantini o anche dal sito del Comune. Da parte sua - continua - chi fosse intenzionato ad acquistare, deve fare una domanda al Comune. Poi, a seguito di una specifica determina, il responsabile dell'ufficio tecnico accetta di invitare chi ha fatto la domanda a presentare un'offerta economica, che l'amministrazione rimane libera di valutare. È probabile che un'eventuale offerta sarà di valore ancora inferiore a quello stabilito per la seconda asta. La valutazione è comunque discrezionale, il dirigente comunale potrà accettarla oppure no. Intanto penso che il Comune prenderà qualche giorno per riflettere».

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