Finanza
Per la multa 86 euro in più
Barbara Antoni
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Vigili urbani al lavoroÈ il corrispettivo per il lavoro dei vigili: lo paga chi fa ricorso e perde
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LUCCA. Chi perde il ricorso paga la multa e anche 86 euro per il lavoro e le spese a cui ha costretto la polizia municipale. Il provvedimento può dare adito a una duplice lettura: disincentivare gli automobilisti a presentare ricorsi al giudice di pace e pagare ai vigili urbani il lavoro straordinario che negli ultimi mesi è lievitato a dismisura per la pioggia di opposizioni alle multe ricevute. Ore di lavoro in più di cui gli agenti della polizia municipale cittadini avevano reclamato il pagamento ma che diventavano un grosso onere per le casse comunali. In particolare da quando, il 31 gennaio scorso, sono entrati in funzione i varchi telematici che delimitano l'accesso alla zona a traffico limitato, le multe sono aumentate, e in modo esponenziale sono cresciuti anche i ricorsi degli automobilisti sanzionati al giudice di pace. Così è arrivato il provvedimento, che sta nero su bianco in una delibera (la numero 285) appena approvata dalla giunta comunale. L'input di fondo è stato quello di quantificare i costi che il comando dei vigili in piazzale San Donato deve sostenere per istruire una pratica. Sono stati tenuti in considerazione vari parametri. Intanto è stata definita una paga oraria per gli agenti alle prese con l'istruttoria di un ricorso. È stata fissata nella misura di venti euro, risultato di una media fra la paga oraria dei tre inquadramenti professionali all'interno del comando (categorie C1, D1, D5) ed equiparata alla tariffa vigente per avvocati e procuratori con la riduzione del 20 per cento. Poi sono stati elencati tutti gli adempimenti che un'istruttoria richiede: mediamente ogni ricorso si risolve in due udienze; l'attività istruttoria comprende la registrazione del ricorso, la ricerca degli atti impugnati, lo studio del ricorso, la stampa degli atti per la predisposizione del fascicolo, i contatti con gli agenti che hanno redatto il verbale e l'eventuale richiesta di deduzioni scritte, la preparazione della comparsa di risposta e costituzione in quadruplice copia, il deposito del fascicolo in cancelleria compresivo di tutte le copie degli atti allegati, la presenza in udienza, gli spostamenti necessari per recarsi all'ufficio del giudice di pace, la redazione di ulteriori memorie, il ritiro della sentenza, la registrazione e lo studio della stessa, l'invio delle eventuali comunicazioni successive, l'archiviazione della pratica. Risultato: all'incirca tre ore e mezzo di lavoro a cui vanno aggiunte spese varie, fra cancelleria e carburante consumato dalla Fiat Panda in dotazione al comando di piazzale San Donato che gli agenti di polizia municipale usano per spostarsi (andata e ritorno) dal comando a via Carrara (dove si trova la cancelleria del giudice di pace) per andare a depositare i fascicoli. Un percorso compiuto più volte nell'ambito di un'istruttoria (almeno due: per il deposito del fascicolo e per la presenza in udienza), conteggiato ogni volta in 20 chilometri e tradotto ogni volta in 1,598 euro di spesa per il carburante della Panda. In totale fanno 86 euro. La notula di rimborso spese sarà d'ora in avanti allegata a ogni ricorso presentato al giudice di pace. E a pagarla sarà l'automobilista ricorrente in caso di rigetto del ricorso (se la multa verrà riconosciuta valida dal giudice dovrà pagare il suo importo più gli 86 euro). Se il giudice invece darà ragione all'automobilista, allora il costo delle spese per il personale, il carburante e la cancelleria sarà a carico del comando dei vigili. Che in questo caso, ovviamente, non incasserà nemmeno il corrispettivo della multa (perché annullata).
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