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Lucca

Puccini negli Usa, cosa è mancato

Il maestro Nicola Luisotti alla inaugurazione, pubblico alla msotra e sotto Gabriella Biagi Ravenni
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Il maestro Nicola Luisotti alla inaugurazione, pubblico alla msotra e sotto Gabriella Biagi Ravenni

La direttrice della Fondazione spiega i motivi delle pecche nell'iniziativa

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 LUCCA. Ci sono spiegazioni per i problemi evidenziati dal pubblico invitato all'inaugurazione della mostra lucchese "Puccini e la sua Lucca" in programma fino al 13 ottobre all'Istituto italiano di cultura di San Francisco. Alle osservazioni risponde Gabriella Biagi Ravenni, direttrice della Fondazione Puccini, la quale spiega intanto che le traduzioni in inglese (o in un'altra lingua straniera) non ci sono per scelta: per non avere pannelli troppo ingombranti, a giro per il mondo.  Inoltre, aggiunge la direttrice, l'assenza al vernissage è dovuta alla concomitanza con la riapertura della casa natale del Maestro in corte S. Lorenzo.  Per la stessa ragione - l'attenzione concentrata sul museo di Puccini in corte San Lorenzo - in America non sono stati spediti i depliant sulla riapertura del museo, per quanto la mostra itinerante sul compositore e i suoi legami con la Lucchesia sia considerata, dal Comune e dalla Fondazione Puccini che l'ha allestita, uno strumento di promozione del territorio.  L'inaugurazione. «La data dell'inaugurazione della mostra - dice Biagi Ravenni - è stata decisa autonomamente dall'Istituto italiano di cultura, in base alla disponibilità del maestro Nicola Luisotti (il versiliese che dal 2009 è direttore musicale dell'Opersa di San Francisco, ndr) a partecipare all'evento. Considerato il rilievo che la presenza di Luisotti avrebbe dato all'iniziativa, non ho potuto dire di no all'inaugurazione del 15 settembre.  «Ma è evidente che nessuno di noi (né della fondazione, né del Comune, ndr) avrebbe potuto essere presente, vista la concomitanza con la riapertura della casa natale di Puccini», fissata per il 13 settembre.  Così, a differenza di quanto successo per le altre tappe - dall'Argentina a Boston - all'apertura della mostra a San Francisco, Lucca era assente, malgrado in California ci sia una delle più importanti comunità di Lucchesi del mondo.  La direttrice comunque ribadisce che meglio sarebbe stato difficile fare perché «negli ultimi mesi avevamo (a Lucca) un altro impegno pressante».  Quello della riapertura, appunto, della casa natale di Puccini.  «Tuttavia - prosegue Biagi Ravenni - per consentire l'esibizione a San Francisco ho fatto spostare tutte le altre date, con la possibilità, anche, di perdere qualche appuntamento»  I pannelli incomprensibili. Per la direttrice della Fondazione Puccini, a differenza di quello che riporta Il Tirreno, non c'è stata alcuna «svista grossolana» nell'allestimento dei 21 pannelli della mostra in corso all'Istituto italiano di cultura.  Ai visitatori che lamentano l'illeggibilità dei pannelli e la difficoltà a comprenderli Biagi Ravenni spiega: «La considerazione da fare è semplice: quanto spazio sarebbe stato necessario per le trascrizioni e traduzioni dei documenti esposti? Oltre allo spazio che questo avrebbe preso, c'è da valutare anche l'impegno che sarebbe stato necessario per le traduzioni in inglese, cinese, spagnolo (con differenze fra argentino e panamense), tedesco, albanese, serbo, bulgaro, rumeno».  Ci sarebbe, però, da interrogarsi sull'utilità di una mostra che sta girando gli Usa - dopo Boston e San Francisco dovrebbe approdare a Chicago - senza essere comprensibile agli americani.  La promozione mancata. Secondo Gabriella Biagi Ravenni la mostra a San Francisco non deve essere considerata un'occasione mancata di promozione del territorio.  «Intanto - evidenzia - ai pannelli realizzati due anni fa ne sono stati aggiunti due nuovi: uno sul museo di Celle e uno sul museo di Lucca. Quello che, in effetti, è mancato da parte della fondazione Puccini è stato l'invio di depliant sulla riapertura del museo di Lucca. Ma questo è avvenuto per mancanza di tempo», visto che tutti a Lucca erano concentrati sull'inaugurazione del museo di corte San Lorenzo.  In realtà anche i depliant sulla mostra non c'erano.  E all'inaugurazione, era presente solo un testo che riproduce le informazioni di base pubblicate anche sul sito dell'Istituto italiano di cultura.  L'esposizione, però, gira da due anni. (i.b.)

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