Il Tirreno

Lucca

Prezzi fermi nei negozi

Domenico Tani
Prezzi fermi nei negozi

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Aumento dei prezzi per il passaggio dell'Iva dal 20 al 21%? Pare proprio di no, almeno a sentire i commercianti. In un momento di crisi vera, acuta come non si era mai vista, con l'affievolirsi del flusso turistico calano a picco anche le vendite e non è certo il caso di scoraggiare ulteriormente la clientela alzando i prezzi.La stragrande maggioranza dei negozianti del centro storico e dell'immediata periferia sono quindi orientati ad accollarsi l'onere dell'incremento di un punto imposto dalla manovra del governo. Addirittura alcune catene, ma anche altri negozi, hanno messo in bella vista un cartello in cui si spiega alla clientela che il costo della merce rimarrà invariato, almeno per le prossime settimane. Anche perché l'aumento dell'Iva ha trovato impreparati gli esercenti, perché l'applicazione immediata della nuova aliquota non ha lasciato il tempo per valutare bene il da farsi. Parecchi esercenti sono alle prese con le variazioni sul sistema di prezzatura e, più in generale, con la tenuta dei registri contabili. «Quello che sappiamo - dicono i commercianti - lo abbiamo appreso dagli organi di informazione, stampa e tv; anche perchè le associazioni di categoria non hanno avuto neppure il tempo per poterci dare disposizionio precise. Orientativamente è possibile che andremo ad applicare l'aumento del prezzo al pubblico solo con l'arrivo delle nuove collezioni». Per la categoria tuttavia l'aspetto più preoccupante è il riflesso psicologico che la manovra ha sui consumatori, mentre ritengono che, in sè, l'incremento dell'Iva rappresenti un problema relativo.«Quello che preoccupa davvero - sostengono i negozianti - è la clientela che viene e compra. Se il giro di affari reggesse, saremo ben lieti di accollarci il punto in più dell'Iva». «La decisione del governo - commenta intanto Emanuele Pasquini, direttore della Confcommercio - doveva avvenire in tempi divesi, in maniera da dare l'opportunità anche a noi di poter studiare la nuova normativa e successivamente informare i commercianti. Invece tutto è avvenuto dall'oggi al domani. Abbiamo dovuto leggere tutto in fretta e furia per poi spedire una lettera a tutti i nostri iscritti. Sicuramente molti di loro non l'avranno ancora letto». Il direttore entra poi nel merito della nuova tassazione, specificando quali sono le categorie interessate all'aumento. «L'aliquota dell'Iva - spiega Pasquini - è divisa in due scaglioni. La stragrande maggioranza dei prodotti considerati di primario interesse, che hanno un'Iva che varia dal 4 al 10%, non subiranno nessun aumento. C'è stato invece un aumento di un punto per tutte le altre fasce che rientrano nel 20%. In un primo momento per quanto riguarda le vendite al dettaglio non ci saranno cambiamenti nei prezzi. Anche perchè per poter procedere in questo senso i commercianti dovranno adeguare le proprie casse secondo le disposizioni stabilite dalle categorie».

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