Attenzione
Subito il nuovo Cda per le scelte urgenti nella gestione ordinaria
Giglio, niente Fondazione
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Favilla (insieme alla moglie) al Giglio Favilla vuol coinvolgere Provincia e Comuni
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LUCCA. Una gestione aperta alla partecipazione della Provincia e di tutti i Comuni interessati, ma niente fondazione di stampo privatistico. È questa la soluzione per il Teatro del Giglio che il sindaco Mauro Favilla proporrà domani sera al consiglio comunale. Nell'interregno sarà comunque necessario nominare il nuovo Cda per le incombenze più urgenti: le scelte in ordine alla direzione artistica ed alla direzione generale, alla convenzione con la Nuova Pergola e alle intese con gli altri Teatri di Tradizione e con la Nuova Pergola sul programma lirico del prossimo anno. Ricordato come si è arrivati alla attuale gestione commissariale, Favilla indica quale dovrebbe essere a suo giudizio il futuro del Giglio. Il sindaco ritiene ormai tramontata, per i troppi dinieghi, la trasformazione dell'azienda del Teatro in un fondazione aperta ai privati e ad altri enti e afferma che «iquesto momento è più importante riuscire a coinvolgere tutti gli enti locali interessati a realizzare insieme una nuova gestione della attività di spettacolo estesa a tutto il territorio». I primi partner dovrebbero quindi essere la Provincia e gli altri Comuni. «È' ovvio - specifica il sindaco - che questa istituzione conservi e sviluppi ancor più i rapporti di collaborazione e di cooperazione, ai fini anche di un necessario coordinamento con le istituzioni importanti e consolidate che intendano mantenere la loro struttura di gestione autonoma e funzionale (Opera Barga, Fondazione Festival di Torre del Lago, La Versiliana)». Al consiglio Favilla quindi proporrà «di approvare la trasformazione della Azienda Teatro in fondazione aperta alla Provincia e ai i Comuni disposti a parteciparvi, senza porre limiti all'entità delle singole quote di partecipazione». Nel merito della gestione il sindaco ritiene necessario affermare alcuni indirizzi e criteri operativi: «Occorre svolgere - accanto e d'intesa con l'Amministrazione comunale - un'iniziativa che, partendo dal settore dello spettacolo, investa il campo dell'attività culturale in senso più ampio, utilizzando appieno gli strumenti di cui dispone (biblioteca, archivio di registrazioni del repertorio passato, strumenti informatici) e gli spazi ad esso affidati (Teatro del Giglio, S. Girolamo) insieme agli strumenti e spazi comunali (Agorà, Auditorium di S. Romano, Teatro di Ponte e Moriano, chiesa di Via San Nicolao, locali di Via S. Girolamo già sede della Farmacia Comunale e Villa Bottini) e quelli di altri enti disponibili». Favilla è poi convinto che sia indispensabile «una sorta di coordinamento delle numerose attività della musica e dello spettacolo già esistenti e operanti nella città e nel territorio. Dovrà, comunque, essere attentamente evitata ogni attività concorrenziale o sostitutiva, lasciando crescere e sviluppare quanto l'associazionismo riesce a produrre». Altri obiettivi sono quelli di dare spazio e valorizzare per quanto possibile i numerosi talenti che si sono formati e vivono nel territorio lucchese e quanto di meritevole di promozione emerga dalle scuole di formazione musicale e teatrale esistenti nel territorio; programmare attività e spettacoli che valorizzino al massimo grado in base ad un progetto articolato e pluriennale, i grandi musicisti lucchesi del passato (in primis Puccini, Catalani, Boccherini, Gemignani) riservando altresì adeguato spazio ai più recenti o contemporanei; intensificare gli scambi e le intese con i Teatri della altre città (non solo Pisa e Livorno), in particolare con i Teatri di tradizione, non trascurando intese con i teatri di rilevanza.
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