Sicurezza
Continua lo scontro tra ex assessori Pdl e nuovo esecutivo
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LUCCA. Non si placano le tensioni all'interno del Pdl e tra ex assessori defenestrati e amministrazione comunale. Il rimpasto deciso da Favilla continua suscitare un vespaio. Aveva cominciato l'ex assessore Filippo Candelise (Pdl) criticando il sindaco anche per il modo (un laconico Sms) con cui aveva comunicato l'esclusione. Avevano proseguito gli ex assessori (anch'essi Pdl) Elio Cappellini (con pesanti attacchi su Facebook) e Donatella Buonriposi, la quale aveva anche sparato a zero sul dissolvimento del Pdl, fagocitato dagli ex An dopo l'uscita dalla scena lucchese dell'ex presidente del Senato Marcello Pera. Nuovi attacchi di nuovo da Candelise che accusa la giunta di immobilismo e di mancato rispetto degli impegni sul programma, come fa anche (nella pagina precedente) l'ex assessore Marco Chiari. «Favilla - dice Candelise - seppure tardivamente ha espresso stima ed ha ringraziato gli ex assessori uscenti. Un atto per alcuni apprezzabile sul piano dei rapporti personali, ma insignificante sul piano politico ed amministrativo: avrebbe avuto un po' di senso se la giunta fosse rimasta a 6 componenti e non a 10. Le motivazioni addotte per giustificare la "giusta causa" del licenziamento sono molto fragili. Il risparmio sui costi della politica oltre questo e ben altro doveva riguardare anche lo staff personale del sindaco, che costa ai lucchesi svariate centinaia di migliaia di euro l'anno, mentre si riapre il mercato per l'assegnazione di deleghe ai consiglieri o ad altri, che sicuramente comportano spese di servizio o di burocrazia notevoli». Per Candelise poi non si giustifica per l'elettorato «della lista dell'allora Forza Italia il vedersi dimezzare la sua rappresentanza in giunta, mentre è stata premiata la fazione degli scissionisti». All'ex assessore interessa però più la verifica dell'azione amministrativa nei sei mesi che separano dal voto. «Il fumo negli occhi non basta più. Né la demagogia. Occorrono fatti e nuovi elementi concreti. Non basta tappare qualche buco nelle strade o aggiungere un punto luce o un allacciamento in più alle fognature o arrogarsi il merito di scelte fatte dai precedenti assessori, già concordate o conquistate dalla gente. Ai cittadini - aggiunge Candelise - interessa la risoluzione dei problemi ancora irrisolti, che la precedente giunta non è riuscita a portare a compimento a causa della guerra scatenata nel Centrodestra da chi voleva a tutti i costi un assessorato». Ora si dovrebbero vedere i risultati della pace ritrovata e conclamata, ma l'ex assessore è scettico. «Non si arriverà a realizzare la grande viabilità n sei, mesi ma si facciano almeno ad atti deliberativi coperti da concrete risorse finanziare. Si pensi anche, dopo la svendita elettorale dell'ospedale, i cui protagonisti la gente conosce, al recupero del Campo di Marte. Vanno individuate e deliberate le risorse in accordo con l'Asl per creare strutture atte al ricovero dei malati cronici. Oltre che per un'esigenza sanitaria insopprimibile, anche per evitare interventi speculativi a ridosso della Mura urbane». A giudizio di Candelise va ripreso più in generale «il cammino interrotto per il recupero dei grandi contenitori della città da ristrutturare ad uso sociale, culturale ed economico, in questo ultimo caso soltanto se risulta compatibile con la tipicità delle attività economiche che si svolgono sul nostro territorio. Si pensi infine alle progettate fognature, già decise dalla giunta precedente ed ormai in fase di avvio. Non ci deve essere soltanto la gara, gia preannunciata, per la presenza preelettorale sul territorio, ma una leale collaborazione fra rappresentanti della Geal ed i tecnici». Candelise si dice infine pronto a lavorare e collaborare con la cittadinanza per risoluzione dei problemi «restando al di fuori del mercato per i nuovi incarichi. Proprio perchè ho attivato mercati reali e d'interesse cittadino non voglio partecipare a quello metaforico per le deleghe che il sindaco vuole affidare ai consiglieri comunali o ad altri soggetti, e che si sta allestendo per sancire la ritrovata pace fra gruppi consiliari, giunta e sindaco».
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