Attenzione
Confusione sui fabbricati rurali
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Un cascinale nella campagna lucchese La Confagricoltura chiede una deroga
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LUCCA. Il cosiddetto decreto sviluppo approvato a luglio ha riportato in luce la dibattuta questione del riconoscimento della ruralità degli edifici di pertinenza delle aziende agricole. Ha fissato al 30 settembre il termine per classificare i fabbricati rurali nella categorie A/6 (per uso abitativo) e D/10 (per uso strumentale). Secondo le ultime volontà dei legislatori, solo queste due classificazioni catastali assicurano al fabbricato l'esenzione dall'Ici e dalle altre imposte. «La norma in questione - afferma la Confagricoltura - non riguarda la totalità dei fabbricati agricoli, ma solo quelli che sono stati accatastati in passato in categorie diverse dall'A/6 e D/10. Nessuna operazione va fatta per i fabbricati rurali già accatastati in queste due categorie o iscritti come fabbricati rurali al catasto terreni e per i quali permane la connessione con l'attività agricola». Confagricoltura non ci sta. «Ancora una volta si tratta di un provvedimento nato male e proseguito peggio - afferma il direttore dell'Unione provinciale degli agricoltori di Lucca - perché l'attuazione pratica è stata rimandata ad un successivo decreto attuativo che, a due settimane dalla scadenza, non è ancora stato emanato». «Questo fatto rende impossibile procedere in concreto nell'operazione». Da oltre 15 anni la legislazione e i documenti ministeriali sono alla ricerca di una definizione che chiarisca definitivamente cosa s'intende per "fabbricato rurale". Meno di un anno fa il tema si era presentato all'interno del decreto sul federalismo fiscale e nell'estate è stato ripescato dal decreto sviluppo. Allo stato attuale, considerata la rilevanza degli adempimenti e dei ristretti termini previsti per la presentazione delle domande, Confagricoltura ha richiesto alla direzione dell'Agenzia del territorio un incontro per cercare di superare le criticità della normativa. Vista la ristrettezza dei tempi Confagricoltura è impegnata attraverso l'utilizzo di tutti i canali istituzionali per chiedere, nell'immediato, una proroga del termine del 30 settembre.
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