Italia
Negozianti pronti alla serrata
Arianna Bottari
◗
Piazza Don Matteoni interessata dal piano di restyling Contestano il piano di riqualificazione di Marlia: «I parcheggi non si toccano»
3 MINUTI DI LETTURA
MARLIA. Il Comune annuncia l'inizio dei lavori e i commercianti minacciano la serrata. Neanche il tempo per l'amministrazione di sistemare le transenne con i cartelli che avvertono dell'apertura del cantiere (fissata per lunedì 19), che a Marlia si scatena un nuovo putiferio sul progetto di riqualificazione di via della Chiesa. Progetto che non piace ai negozianti e sul quale pende una causa. «Qui sembra che ci sia la volontà di far morire l'unica zona commerciale di Marlia. Se non c'è giro, non si lavora. Se non si lavora, si è costretti prima a licenziare, poi a chiudere». È molto duro Domenico Frediano, fondatore dell'omonimo negozio di via della Chiesa. Il Comune ha comunicato di essere pronto a dare inizio al progetto di riqualificazione del centro del paese, ma Frediani non ha intenzione di demordere. «Non possono toglierci i parcheggi, il nostro è un commercio mordi e fuggi, non si può chiedere ai clienti di parcheggiare a centinaia di metri di distanza. La battaglia legale va avanti, non ho intenzione di arrendermi». Frediani si è opposto all'esproprio del marciapiede che è di sua proprietà (davanti al negozio) e finora ha avuto ragione. Il marciapiede non si tocca, gli interventi di riqualificazione inizieranno con la pavimentazione di parte della strada. Poi si vedrà. «Ho parlato per telefono con il vicesindaco Luca Menesini. Ci incontreremo la prossima settimana. Io vorrei solo che il Comune capisse quali sono le nostre difficoltà e che sarebbe stato meglio intavolare un dialogo». Fronte unito quello dei commercianti. «Sono due anni che combattiamo. Nessuno ha ascoltato le nostre parole, nessuno ha cercato di capire perché ci opponiamo - dice Marcello Bacci, della macelleria Da Marcello -. Il progetto di riqualificazione ci penalizza. Si considera solo l'estetica, ma noi preferiamo che rimanga tutto così piuttosto che veder sparire posti auto e clienti». Sulla stessa linea Deborah Tardelli, parrucchiera e proprietaria di Hair Club. «La gente non vuole parcheggiare lontano, soprattutto quando deve fare spese tra il lavoro e gli impegni di casa. Se si tolgono i posti auto, Marlia diventerà una seconda Ponte a Moriano e le sue attività commerciali saranno costrette a chiudere, anche le poche rimaste». Si definisce arrabbiato anche Mauro Favilla, dell'agenzia di viaggi Explora. «Non ci sono stati incontri, non c'è stato dialogo con l'amministrazione. Ci vogliono imporre un progetto che qui nessuno vuole. Tutto è stato già deciso e ci dobbiamo solo adeguare. Nessuno si rende conto che questi sono solo soldi sprecati. A cosa serve creare una piazza in questa zona? Che cosa c'è da vedere? Non sarebbe meglio tenere vivo il commercio e impiegare quei fondi in altri progetti, più utili? Da anni si chiede un parcheggio alla scuola materna». I commercianti non digeriscono il piano "Marlia, paese-città (la prima fase, 300mila euro, prevede la pavimentazione di piazza Matteoni). E tornano a minacciare la serrata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
