La protesta
Avvocato raggirato dal cliente che si finge broker di fama
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Avvocato raggirato da un cliente che fingendosi procacciatore d'affari e ostentando un alto tenore di vita - rappresentato da auto di lusso, vacanze in noti stabilimenti balneari e abiti griffati - riesce nel corso degli anni ad evitare il pagamento di prestazioni professionali legate a cause civili (risarcimenti danni, transazioni, recupero crediti) per un importo di oltre 33mila euro.
Accade a Lucca e nei guai finisce un presunto mediatore immobiliare di 51 anni residente nella periferia cittadina. Secondo la procura della Repubblica dal 2004 al 2011 l'uomo si sarebbe rivolto per ogni controversia di natura civilistica ad una civilista di 42 anni residente in Versilia.
Ben vestito, curato nell'aspetto, proprietario di due Suv aveva convinto la professionista di essere solvibile e di mantenere rapporti d'affari con istituti di credito di mezz'Italia sostenendo poi che la figlia aveva una quota nella società immobiliare Parco S. Anna.
Per anni la professionista ha curato una serie di cause di natura civilistica senza ricevere un euro nonostante abbia sempre inviato regolare notula. Alla fine ha dovuto ricorrere all'ingiunzione di pagamento per ottenere le spettanze: oltre 33mila euro.
Ma quando l'ufficiale giudiziario si è presentato agli istituti di credito in cui il procacciatore aveva acceso dei conti correnti è riuscito a racimolare soltanto 116 euro. E anche i beni immobili e le auto non sarebbero intestate a lui. Così l'avvocato si è rivolto alla procura che ha concluso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio.
Accade a Lucca e nei guai finisce un presunto mediatore immobiliare di 51 anni residente nella periferia cittadina. Secondo la procura della Repubblica dal 2004 al 2011 l'uomo si sarebbe rivolto per ogni controversia di natura civilistica ad una civilista di 42 anni residente in Versilia.
Ben vestito, curato nell'aspetto, proprietario di due Suv aveva convinto la professionista di essere solvibile e di mantenere rapporti d'affari con istituti di credito di mezz'Italia sostenendo poi che la figlia aveva una quota nella società immobiliare Parco S. Anna.
Per anni la professionista ha curato una serie di cause di natura civilistica senza ricevere un euro nonostante abbia sempre inviato regolare notula. Alla fine ha dovuto ricorrere all'ingiunzione di pagamento per ottenere le spettanze: oltre 33mila euro.
Ma quando l'ufficiale giudiziario si è presentato agli istituti di credito in cui il procacciatore aveva acceso dei conti correnti è riuscito a racimolare soltanto 116 euro. E anche i beni immobili e le auto non sarebbero intestate a lui. Così l'avvocato si è rivolto alla procura che ha concluso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio.
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