Italia
L'Ascom convoca le catene
Domenico Tani
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Tratti bui nella Luminara e Ademaro Cordoni «Più collaborazione per rilanciare le attività del centro storico»
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LUCCA. Possibile coinvolgere di più i punti vendita delle grandi catene nella partecipazione alle iniziative che valorizzano la città, richiamando clientela e turisti? L'Ascom Confcommercio ci prova. Già prima della Luminara, nella quale hanno davvero colpito i tanti punti bui lasciati dai negozi delle grandi firme, il presidente dell'Ascom, Ademaro Cordoni, aveva scritto alle direzioni delle catene invitandole a un confronto per trovare una reale collaborazione già dalle prossime iniziative (Comics, Desco, Digital Photo e Natale). Nel cuore del centro storico i fondi delle vie più commerciali sono quasi tutti occupati dai punti vendita delle catene, sole a potersi permettere affitti e "buone-entrate" da capogiro. Già gli arredi dei negozi, standardizzati e quasi tutti uguali, hanno cancellato il fascino delle attività tradizionali, a volte secolari, dei commercianti lucchesi che tanto appeal esercitavano: non si rilevano grandi prospettive, se si aggiunge anche la tendenza a snobbare l'impegno per ravvivare la città e si continua a ritenere Lucca solo terra di conquista per gli incassi che poi finiscono altrove (tolti gli stipendi per i dipendenti). Nella lettera Cordoni è stato diplomatico e non ha accennato a questa realtà, ma ritiene che non si possa più prescindere da un migliore rapporto di collaborazione tra tutti gli operatori commerciali. «Se vogliamo dare nuovo assigeno alle attività - sottolinea - dobbiamo avere il coraggio di fare tutti un passo indietro e valutare i danni che in questi ultimi anni ha fatto la globalizzazione. Lucca riesce a difendersi e a mantenere viva la tradizione commerciale nonostante il mondo nel suo insieme sia molto cambiato anche perché il commerciante lucchese riesce a differenziarsi grazie al garbo innato, alla signorità nell'accogliere con un sorriso il cliente italiano e straniero». Per Cordoni è quindi giunto il momento di tentare almeno di aprire un dialogo con gli operatori non lucchesi: «Il muro contro muro non porta a niente - afferma -. Invitiamo i titolari o gli amministratori delegati delle catene ad un confronto su tutte le problematiche del commercio in centro. È urgente trattare le iniziative per i prossimi eventi e il Natale. Sono convinto che le grandi aziende nazionali sono molto sensibili alle manifestazioni che si svolgono nelle loro città di origine, a cui certamente contribuiscono con orgoglio. Se accoglieranno l'invito all'incontro cercheremo di far capire loro che si devono sentire anche lucchesi. Certo, danno lavoro e portano clienti per tutti, ma hanno anche un ottimo ritorno economico. Ragione in più per contribuire a promuovere il commercio attraverso varie iniziative». Nell'immediato il presidente avanza anche un'altra proposta: «La legge permette di aprire una qualsiasi attività commerciale inviando una semplice comunicazione per posta elettronica al Comune. Suggeriamo al Comune di mettere in piedi un regolamento come quello per le aperture di pizzerie a taglio e attività consimili. Il Comune dovrebbe fare presente che aprire un negozio nel salotto buono comporta delle prescrizioni: chi vuole farlo deve sapare che è un privilegiato e di conseguenza deve impegnarsi a particepipare a tutte le attività che verranno promosse per valorizzare il centro».
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