Il Tirreno

Lucca

«Gli enti hanno perduto i documenti»

Il cinema Centrale in piazza Cittadella (Vip)
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Il cinema Centrale in piazza Cittadella (Vip)

Parla il proprietario del palazzo del Centrale che rischia di chiudere

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 LUCCA. È sorpreso l'architetto Francesco Giustiniani, proprietario assieme ai parenti del palazzo Montecatini in piazza Cittadella, per l'ordinanza di demolizione dell'ampliamento richiesto sessant'anni fa al Comune di Lucca che rischia di mettere la parola fine allo storico cinema Centrale. Seccato soprattutto per certe richieste della polizia municipale. Prima tra tutte la copia del progetto esecutivo datato 1951 nel quale risulti la rispondenza delle opere eseguite con le norme che regolano l'esecuzione degli interventi in cemento armato. Copia che non si trova. Perchè il Comune l'ha conservata per un certo periodo per poi passare il cartaceo alla prefettura che sostiene di aver girato tutta la progettazione di quel periodo storico (anni Cinquanta) al Genio Civile nel 1971. Quarant'anni fa. E di quelle carte non c'è traccia.  «L'unica speranza è legata all'accesso dell'archivio privato dell'ingegner Pieri che sessant'anni fa curò il progetto di ristrutturazione del cinema Centrale. Un professionista serio e stimatissimo che sicuramente inserì anche le norme che regolavano gli interventi in cemento armato. - dice l'architetto Giustiniani - Ho avuto modo di interlocuire con il figlio (l'architetto Pieri), ma al momento non ho avuto l'autorizzazione di accedere all'archivio paterno. I vigili possono mandarmi tutti i solleciti che vogliono, ma quei documenti al momento non ci sono».  Tra l'altro il professionista proprietario dell'immobile (nel 1951 era la nonna) sottolinea come sessant'anni fa il permesso di effettuare l'ampliamento fu richiesto dai gestori dell'epoca del cinema Centrale (tra loro l'allora presidente della Cassa di Risparmio, dottor Moriconi). «Quella documentazione era stata messa nella soffitta del cinema. Ma successivamente a causa dell'umidità le carte furono gettate. Oltretutto all'epoca venne pagata anche una multa per sanare la controversia questione dato che il palazzo Montecatini venne vincolato dalla Soprintendenza proprio in quel frangente. Prima non era ritenuto un edificio storico. Sicuramente faremo le nostre eccezioni e vorrei capire il motivo di tanto accanimento quando sono trascorsi 60 anni». L.T.

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