Il Tirreno

Lucca

Quando è arrivato il personale c’erano già decine di turisti (e lucchesi) in attesa

Cento biglietti staccati in un'ora

Rossella Lucchesi
Coda all’ingresso del museo di Casa Puccini
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Coda all’ingresso del museo di Casa Puccini

Grande affluenza e tante emozioni nel museo di Casa Puccini

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 LUCCA. Grande affluenza di visitatori nel primo giorno di apertura della casa natale di Giacomo Puccini. Quando il personale addetto al museo è arrivato per aprire la porta ha trovato ad attendere già decine di persone, impazienti di entrare nelle stanze dove il Maestro visse gli anni giovanili.  Da ieri l'ingresso è a pagamento, ma questo non ha scoraggiato i tanti visitatori, italiani e stranieri, che scalpitavano per ammirare da vicino cimeli e documenti originali del musicista.  Tra loro anche molti lucchesi che nella giornata inaugurale avevano desistito: hanno approfittato dell'opportunità di entrare gratuitamente presentando la cartolina spedita a tutte le famiglie, che consente l'ingresso gratuito agli abitanti del Comune fino al 13 ottobre.  «Un sogno diventato realtà - dice Gabriella Biagi Ravenni, direttore della Fondazione Puccini che gestisce il museo, mostrando i circa cento biglietti strappati solo dopo un'ora dall'apertura -. Se le previsioni verranno rispettate, dubito che il Maestro possa rimanere da solo in casa.  «Quanto all'organizzazione stiamo studiando una formula che consentirà contemporaneamente visite guidate e ingressi singoli. La capienza è di circa cinquanta persone che, se in gruppo, viste le dimensioni degli ambienti, dovranno dividersi. Il museo ospiterà mostre temporanee che periodicamente verranno rinnovate, anche attingendo da collezioni private».  Volti soddisfatti e un tantino emozionati all'uscita del museo. Come Matyas Miroslau che arriva dalla repubblica ceca e si dichiara entusiasta di quanto ha appena visto, pubblicizzato anche nel suo Paese.  «Nonostante abiti a Lucca non ero mai entrata nella casa di Puccini - dice invece Annamaria Iori che si complimenta per il progetto -. E forse, aggiunge, senza nulla togliere alla banda che ha eseguito il concerto inaugurale, il Maestro avrebbe meritato un evento di risonanza mondiale che accogliesse il suo "rientro"».  Giovani, ma musicalmente colti, Emanuele De Marchi e la fidanzata pianista Anna Latorraca, che arrivano da Frascati. Affermano di apprezzare gli allestimenti e l'ottimo restauro, ma si aspettavano di trovare qualche oggetto personale che il Maestro utilizzava quotidianamente, come una pipa, una borsa o un ombrello.  «Negli ultimi sette anni sono venuta spesso a Lucca illudendomi di visitare la casa di Puccini e oggi finalmente sono stata accontentata» afferma poi Maria Grazia Mantovani di Milano, particolarmente colpita dal costume di Turandot e dal letto del Maestro.  «Ciò che più mi ha emozionato sono le ultime note tremolanti scritte da Puccini sul letto di morte», aggiunge Roberta Pizzicollo che arriva dalla provincia di Livorno con il marito Carlo e l'amica Anna Capocchi.  Dal museo esce infine Ottimo Pioli, lucchese: ha mollato tutti gli impegni per accompagnare il nipote undicenne che ha conosciuto Puccini a scuola, dove ha partecipato anche ad una recita di Turandot.

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