Il Tirreno

Lucca

Sei telecamere puntate sul corteo sacro, cinque cameramen appostati sui tetti e fra la gente

Primo ciak sulla Processione

Barbara Antoni
Da sinistra: Annalisa Chelotti, Stefano Picchi e Fabrizio Bolaffio ieri durante la Processione
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Da sinistra: Annalisa Chelotti, Stefano Picchi e Fabrizio Bolaffio ieri durante la Processione

Stefano Picchi ha iniziato ieri le riprese del suo film ambientato a Lucca

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 LUCCA. Sei telecamere puntate sulla Processione, cinque cameramen appostati sui tetti del centro storico e fra la gente. E con loro l'ideatore del film, il cantante Stefano Picchi, la soggettista Annalisa Chelotti, il regista romano Fabrizio Bolaffio, il fotografo Franco Rubulotta.  La troupe operativa al completo era dispiegata ieri sera per questo inizio di riprese, dal vivo, del film che Picchi vuole imperniare sulla storia di un uomo che arriva a Lucca dopo molte traversie, che sceglie questa città per ricominciare una nuova vita ma al quale il passato piomba di colpo ancora addosso.  Un film - nel quale le riprese della Processione e quelle fra le gente al seguito segneranno il momento determinante - che l'artista lucchese Picchi, 37 anni (con il musicista Meme Lucarelli ha anche creato la scuola di arti varie H-Demia) promette tutto lucchese. «L'amministrazione comunale si è dimostrata interessata al nostro progetto, e disponibile anche a sostenerlo», continua l'artista.  Di recente, nello staff di produzione del lungometraggio sono entrate due nuove figure - soggettista e sceneggiatore - entrambe donne, "reclutate" grazie al tam tam mediatico che del film è stato fatto, attraverso la stampa e anche sui social network.  Di questi due arrivi, Stefano Picchi si dice entusiasta. Intanto pensa a organizzare il casting per le comparse, programmato in autunno (per informazioni: 331 2998982). Le riprese del film proseguiranno poi fra aprile e maggio 2012.  La sceneggiatrice del film è Annalisa Chelotti. Ha 35 anni, è lucchese. «Scrivere soggetti per film è una passione - racconta -, che coltivo da quando ero bambini. Ho esperienza nella scrittura, ma nel cinema questa è la prima. Scriviamo insieme con Stefano. E io come lui penso che per questo film, in più siamo, di lucchesi, meglio è». Lavorando alla stesura del soggetto, racconta Annalisa che è nata anche un'altra idea. «Credo che non scriverò un soggetto in modo analitico e tecnico, ma in stile romanzato. La storia ideata da Stefano potrebbe diventare un libro, oltre che un film. Infatti stiamo facendo anche ricerche storiche».  La sceneggiatrice si chiama Manuela Tovo, allieva - a Cinecittà - dello sceneggiatore Marcello Olivieri. È specializzata in thriller. È nata e vive ad Aulla.  Stefano Picchi sottolinea un aspetto del film a cui sta lavorando che gli sta particolarmente a cuore: la matrice lucchese. «Il mio sarà un film di Lucca che parla di se stessa, ma si parlerà anche della lucchesità, dell'effetto che le opere d'arte di questa città hanno avuto sullo sviluppo della mentalità dei suoi abitanti. Sono interessanti due aspetti - aggiunge -: tutte le persone che collaborano al film sono artisti giovani. E anche che il thriller (che ancora non ha un titolo, ndr) avrà come leitmotiv temi sociali, come emarginazione, violenza, diversità».

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