Il Tirreno

Lucca

Luminara di Santa Croce in migliaia ad assistere alla sfilata del corteo

Azelio Biagioni
L’arrivo del corteo in piazza S. Martino
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L’arrivo del corteo in piazza S. Martino

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 LUCCA. Migliaia di persone e centinaia di candele sono state protagoniste, insieme alla fede, ieri sera alla luminara di Santa Croce, la festa della città che riunisce in questo giorno dell'anno tutti i fedeli provenienti da ogni singola parrocchia dell'arcidiocesi.  Una processione in omaggio al Volto Santo, venerato anche dai "Lucchesi nel mondo" che, infatti, erano presenti al corteo religioso.  Le luci della città. Nonostante i tanti, troppi buchi neri di cui parliamo nella pagina a fianco, a creare almeno in parte l'atmosfera di un tempo erano i ceri comunque accesi e le candele accese che i fedeli in processione portavano in mano.  Fedeli e cittadini hanno in sostanza accolto il caloroso invito che il sindaco Mauro Favilla ha esteso alla città perché fosse più bella del solito, illuminata per la festa più grande dell'anno che abbraccia davvero tutti.  Non così tante attività commerciali, su tutte quelle delle grandi catene.  Dalla Garfagnana fino alla Versilia sono arrivati rappresentanti di ogni parrocchia, anche dalla più piccola, che camminando per le vie del centro hanno intonato canti alla Croce, pregato e meditato aiutati dalle varie corali che non sono volute mancare all'appuntamento, il più importante sicuramente di tutto il territorio della Lucchesia.  Il corteo.  La processione della Luminara dell'esaltazione della S. Croce è partita dal sagrato della basilica di San Frediano.  Da qui si è snodata in via Fillungo, affollato (come del resto pure altre zone della città) di turisti che assistevano incuriositi all'evento e di spettatori che hanno preferito restare in un punto fermo per poter osservare tutto il corteo, anziché sfilare in processione.  La folla dei fedeli è arrivata in piazza Grande per poi terminare il percorso nella cattedrale di S. Martino.  Religiosi e laici.  Ogni parroco guidava la propria parrocchia, mentre l'arcivescovo, monsignor Italo Castellani, quasi in fondo alla processione, era preceduto dal capitolo metropolitano della cattedrale.  Erano i canonici che per l'occasione hanno indossato la talare paonazza, la cotta con sopra la mozzetta e il tricorno.  E poi c'erano i laici: giovani (quelli reduci dalla Gmg di Madrid avevano indosso la maglietta con il logo dell'incontro in Spagna), meno giovani ed anche alcuni con qualche anno in più che non si sono di certo scoraggiati nel percorrere a piedi tutto il percorso.  Presenti le istituzioni a cominciare dal Comune, dalla Provincia e tutte le amministrazioni comunali con il labaro ed almeno un rappresentante del municipio.  Il Mottettone.  Una volta in Cattedrale, dopo l'omelia dell'arcivescovo, come tradizione vuole, è stato eseguito il mottettone.  Quest'anno è stata la volta del "Salve Crux" del compianto don Emilio Maggini, già proposto più volte a partire dagli anni Sessanta, sempre in occasione della luminara di Santa Croce.

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